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	<title>Pistolesi Tennis Academy</title>
	<link>http://www.pistolesitennisacademy.com</link>
	<description>Claudio Pistolesi Tennis Academy</description>
	<pubDate>Fri, 15 Jan 2010 08:13:02 +0000</pubDate>
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		<title>Botta&#038;Risposta</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Jan 2010 08:01:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>tommy</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[ 	Intervista dal Blog di Andrea Scanzi a Claudio Pistolesi del 9 dic 2009


(1) A.S. Partiamo dal presente. Berrer ha chiuso in grande stile l’annata, 2 challenger vinti e ritorno negli 80. Perché vi siete trovati e quali corde ha toccato per rilanciarlo? Dove può arrivare il tedesco?

C.P.. Michael ha delle grandi capacita&#8217; sia sotto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> 	Intervista dal Blog di Andrea Scanzi a Claudio Pistolesi del 9 dic 2009<br />
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<strong>(1) A.S.</strong> Partiamo dal presente. Berrer ha chiuso in grande stile l’annata, 2 challenger vinti e ritorno negli 80. Perché vi siete trovati e quali corde ha toccato per rilanciarlo? Dove può arrivare il tedesco?<br />
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<strong>C.P..</strong> Michael ha delle grandi capacita&#8217; sia sotto l&#8217;aspetto fisico che sotto l&#8217;aspetto tecnico .Riguardo  alla parte mentale , che secondo me e&#8217; la parte che piu&#8217; fa la differenza nel tennis , aveva perso molto in termini di fiducia in se stesso a meta&#8217; di quest&#8217; anno , proprio nel periodo della mia separazione professionale con Bolelli , ed &#8216;e in quel momento che mi ha telefonato per chiedermi di diventare il suo coach. E&#8217; proprio sul lato mentale che,secondo me,  un coach puo&#8217; operare bene e far sentire al giocatore l&#8217;importanza di averlo ingaggiato . Ho toccato le corde della sottolineatura delle sue qualita&#8217; ( potenza fisica straripante, e notevole velocita&#8217; nonostante la mole ) accostata ad una certa completezza tecnica che gli permette di attaccare sia con la botta di diritto , sia con lo slice di rovescio , sia con una terrificante botta di servizio che gli porta molti punti diretti. E cosi&#8217; , giorno dopo giorno , la  fiducia in se stesso e&#8217; tornata a buoni livelli e i risultati si stanno vedendo. Ma spero che tanto faremo ancora in termini di miglioramenti .<br />
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<strong>(2) A.S.</strong> Ho appena finito di leggere l’autobiografia di Adriano Panatta. Se lei dovesse scrivere il suo libro di ricordi, quali sarebbero i tre highlights della carriera? Quale la gioia maggiore e quale la delusione più cocente?<br />
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<strong>C.P..</strong> Al primo posto metto la vittoria su Mats Wilander che era n. 2 del mondo in quel momento ma numero uno alla fine di quell&#8217;anno ( 1988 )<br />
Al secondo metterei la vittoria su Koevermans al foro italico, dopo una grande lotta, che era solo un secondo turno ma per me ricopriva una grande importanza perche&#8217; la dedicai a mio nonno , mio grande tifoso, che era venuto a mancare pochi giorni prima.<br />
Al terzo posto metto la vittoria all&#8217;Orande Bowl nell&#8217; 85 che porto&#8217; un titolo mondiale junior all&#8217;Italia.<br />
La delusione piu&#8217; cocente e&#8217; stata la sconfitta con Cierro al foro italico non tanto per la sconfitta sportiva a per come e&#8217; stata raccontata in modo distorto.<br />
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<strong>(3) A.S.</strong> Le sue sfide con Cierro, al Foro Italico, vengono ancora ricordate come gli esempi peggiori del tifo italiano applicato al tennis. Che ricordo ha?<br />
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<strong>C.P..</strong> Massimo ed io abbiamo ripercorso mentalemnte quella giornata decine di volte. Premetto dicendo che dopo pochissimo tempo ci siamo abbracciati e tra noi c&#8217;è un amicizia profonda anche cementata da quella giornata amara , ( ricordo che ci fu un litigio sia durante che dopo la partita ) . La conclusione sia mia che di Massimo fu quella che sia io che lui perdemmo &#8221; la brocca &#8221; come si dice a Roma perche&#8217; abbiamo entrambi un valore assoluto nelle nostre vite che e&#8217; quello della famiglia.<br />
L&#8217;organizzazione del foro italico mise quel match in un campo isolato dove l&#8217;arbitro non ebbe il coraggio di ammettere che i presupposti di giocare una partita di tennis regolare non c&#8217;erano .La colpa dei litigi fu dell&#8217;organizzazione e della sfortuna , oltre della nostra immaturita&#8217; in quei momenti in cui era opportuno mantenere la calma.  Gia&#8217; prima della partita mia madre, comunque , fu spintonata, e poi ancor averso la fine della partita  . Il supervisor era lontanissimo e l&#8217;atmosfera era piu&#8217; quella calcistica che tennistica con tutti i cori e gli slogan campanilistici e gli &#8220;strumenti &#8221; del caso tipo sirene e bandiere della Roma e del Napoli .C&#8217;era una tensione pazzesca e chi doveva controllare era latitante.<br />
 Io poi stavo usufruendo di una wild card e Massimo si era qualificato e credo che lui pensasse ( forse a ragione ) che una wild card spettasse anche a lui . Poi le cose degenerarono perche&#8217; io mi rivolsi in modo &#8220;poco elegante&#8221; in una zona del campo dove era seduto purtroppo  il fratello di Massimo , e lui fece altrettanto , purtroppo ,con la mia ragazza di allora.<br />
Si sa come poi il &#8220;chiarimento &#8221; negli spogliatoi fece notizia perche&#8217; le cose negative colpiscono di piu&#8217; ( lo ha ricordato ieri anche il Pontefice ) e la stampa piu&#8217; scandalistica che tennistica fece il resto , dimenticandosi l&#8217;abbraccio e la pace che ci fu tra Massimo e me solo due giorni dopo . Parliamo del 1990 , venti anni fa, ma il mio ricordo e&#8217; nitidissimo ed e&#8217; questo . La ringrazio per avermi dato la possibilita&#8217; di raccontare il mio vissuto di quel brutto ricordo.<br />
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<strong>(4) A.S.</strong> Domanda annosa, a cui le chiedo di rispondere senza politichese. In Italia manca un top 17 dai tempi di Panatta e Barazzutti. Possibile che sia solo colpa dei “disfattisti”? Perché questo stato delle cose?<br />
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<strong>C.P..</strong> Perchè, secondo me, la mentalita&#8217; con cui crescono i ragazzi italiani con potenziale tennistico e&#8217; troppo legata alla parte nazionale ( circoli , convocazioni della fit , contributi ) piuttosto che a quella internazionale ( qualificazioni nei tornei , investimenti nel proprio miglioramento , fare affidamento all&#8217;autofinanziamento prodotto dal proprio valore tecnico ,cura di tutti gli aspetti e non solo quello tecnico)<br />
I ragazzi prendono fiducia dalle cose sbagliate , tipo una &#8221; convocazione &#8221; al centro tecnico nazionale , o estivo. E con i ragazzi anche i genitori partono col piede sbagliato perche&#8217; la fiducia deve arrivare dalle partite vinte e non da una selezione di un settore tecnico che ha prodotto &#8221; zero tituli&#8221; da dieci anni a questa parte i termini di giocatori anche solo nei primi trecento del mondo.<br />
C&#8217;e&#8217; una spaccatura profonda , e del resto cosa non e&#8217; spaccato in due oggi  in Italia, tra la parte dilettantistica , rappresentata dalla fit e gli italiani che operano in campo tennistico come professionisti: giocatori, coaches , managers. Finche&#8217; non ci sara&#8217; un rapporto umano decente tra queste due realta&#8217; , a mio avviso, la mia generazione potra&#8217; andare in pensione senza vedere mai un italiano vincere Wimbledon.<br />
Ma questa e&#8217; solo la mia opinione s&#8217;intende. Ben felice di essere smentito gia&#8217; dal prossimo anno !!!<br />
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<strong>(5) A.S.</strong> Lei ha detto più volte (anche al blog di Curello) che sicuramente Seppi entrerà nei 20 e Bolelli può tranquillamente ambire ai top 5. Lo pensa davvero? Non le paiono esagerazioni? Non fa male al tennis italiano, promettere l’impossibile?<br />
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<strong>C.P..</strong> Mi permetto di rilevare che la mia non era stata affatto  una &#8221; promessa &#8220;. Per quanto riguarda Simone ammetto di essere di parte ne suo giudizio , ma il fatto di averlo visto battere , da vicino visto che ero il suo coach , Baghdatis e Del Potro a Parigi ( 2008) Gonzalez a Wimbledon ( 2008 ) Simon due volte ( Roma 2008 e Perth 2009 ) Cilic ( Zagabria 2008 ) Mathieu ( Munich 2008 ) Soderling ( Montecarlo 2009 )  e Karlovic fuori casa in Davis ( 2008 ) e  inoltre averlo visto lottare alla pari , pur perdendo , con Dijokovic a Cincinnati ( 2008 ) Nadal ( Rotterdam 2009 ) Murray ( Madrid 2009 )  piu&#8217; svariate altre partite molto convincenti , e pur non dimenticando le partite perse , mi ha convinto che LE POTENZIALITA&#8217; di Simone  siano sulla carta anche da primi 5 del mondo a patto che l&#8217;atteggiamento generale sia quello tenuto da Simo con me sul suo tennis nel 2008 , a tutt&#8217;oggi suo miglior anno. Scrissi questa nota tecnica subito dopo la divisione tra noi ed voleva anche essere un augurio a Riccardo Piatti che ha preso il mio testimone come coach di Bole , e anche un modo per dare una chance di dimostrare di aver ragione ai tanti che sostenevano che l&#8217;ostacolo tra Simone e i primi 10 del mondo ero io, ad esempio il vicepresidente federale Gianni Milan che si dice sara&#8217; il successore di Binaghi. E magari,forse, e&#8217; ancora dimostrabile che quella teoria fosse  vera e ci ritroveremo Bole al Master 2010 . Chi lo sa ? Con Piatti come coach  i presupposti ci dovrebbero essere tutti.<br />
 Per Seppi ricordo che il suo best ranking e&#8217; 27 e un posto nei primi venti , ovviamente , e&#8217; molto vicino al suo massimo . E&#8217; certo che Andreas quest&#8217;anno , come Bole e&#8217; andato peggio dell&#8217;anno scorso , secondo me anche perche&#8217; le vicende legate alla davis lo hanno scosso non poco , ma nulla vieta che , anche lui , nel 2010 , possa avere una buona annata , magari condita da un pizzico di fortuna, e andare nei top 20 che sarebbe solo un pochino meglio rispetto al suo massimo rispetto finora. Se mi saro&#8217; sbagliato sia su Simo che su Andreas mi dispiacera&#8217; molto perche&#8217; sono molto legato a loro due da grande amicizia.<br />
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<strong>(6) A.S.</strong> Un anno fa, con Bolelli, decideste di rifiutare la convocazione in Davis per giocare i tornei asiatici. Poi però Bolelli perse dal suo ex pupillo Suzuki, che già allora era fuori dai primi 500. Non fu un suicidio? Lo rifarebbe? Scelta sua o di Bolelli?<br />
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<strong>C.P..</strong> La premessa della domanda 6 non e&#8217; del tutto esatta. &#8221; Simone non &#8221; rifiuto&#8217; &#8221; la convocazione ma domando&#8217; di poter saltare l&#8217;incontro di davis con la Lettonia per lo stesso esatto motivo per cui Volandri , solo l&#8217;anno prima chiese di non giocare contro il Lussemburgo. Un motivo solo e puramente tecnico. Anzi io apprezzai l&#8217;atteggiamento della fit con Volandri l&#8217;anno prima che addirittura rilascio&#8217; una dichiarazione congiunta con il giocatore spiegando che per motivi tecnici preferiva rimanere sulla terra rossa e giocare il torneo di Stoccarda e &#8220;saltare un giro &#8221; di davis contro il Lussemburgo la cui superficie prescelta era il cemento.E comunque l&#8217; ATP stessa , come lei senz&#8217;altro ricordera&#8217; , e&#8217; nata come reazione ad un sopruso sotto forma di squalifica da parte della federazione internazionale , paladina del dilettantismo , contro Niki Pilic che aveva chiesto di non giocare una volta.<br />
Simone aveva bisogno in quel momento di andare di piu&#8217; a rete e chiaramente il poter mettere in pratica una soluzione tecnica nuova in partita la fa diventare piu&#8217; &#8221; tua &#8220;. E ovviamente sul terreno veloce e&#8217; piu&#8217; facile produrre punti con discese a rete che andavano a concretizzare molto meglio il volume di spinta straordinaria che Simone sa sviluppare da fondo . Prima di andare a Tokyo andammo a Bangkok dove Simo vinse facile con Bellucci ( che e&#8217; un buon giocatore ) e perse da Berdich con un set point nel primo set. Riguardo a Suzuki chi lo ha seguito sa che giocarci contro a Tokyo e&#8217; difficilissimo per chiunque a prescindere dalla classifica.Basti ricordare che Takao ( Suzuki ) solo un anno  prima con UN SOLO PUNTO in classifica  e quindi con un ranking mille e rotti ha perso con il sig. Roger Federer , numero uno del mondo 76  al terzo nei quarti di finale dopo aver battuto negli ottavi Srhichapan in quel momento numero 40 circa! Anche quest&#8217;anno Takao , fresco vincitore di un challenger ha dato parecchio filo da torcere a Gilles Simon ed e&#8217; arrivato in semifinale in doppio.<br />
Fecero 17 aces a testa e Simo perse 7-6 al terzo.<br />
La scelta fu di Simone , come confermato addirittura con un comunicato ANSA da Simone stesso perche&#8217; e&#8217; mio stile lasciare al giocatore la responsabilita&#8217; finale della scelta dei tornei ma io lo consigliai di dare la precedenza all&#8217;aspetto tecnico anche per crescere molto come giocatore e dare quindi l&#8217;anno dopo un miglior contributo alla squadra di davis l&#8217;anno dopo.<br />
Fui molto contento che scelse l&#8217;alto profilo come fanno spessissimo i migliori giocatori del mondo ( Murray , Federer , Nadal , Djokovic , Del Potro ) che chiedono di &#8221; saltare un giro &#8221; di davis per dare il meglio nei tornei. Ma anche altri giocatori con nomi meno altisonanti come Stepanek, Karanusic, Gil hanno fatto lo stesso e nessuno dei loro presidenti federale si e&#8217; mai sognato di dare una &#8221; squalifica di fatto &#8221; a tempo indeterminato piu&#8217; considerazioni denigratorie  personali , in conferenza stampa come fece binaghi dopo l&#8217;incontro con la Lettonia nei confronti di Simone .Senza parlare di cio&#8217; che ha detto binaghi a seppi dopo l &#8216;incontro di quest&#8217;anno contro la Slovacchia&#8230; Aggiungo che nei tornei immediatamente successivi , Simone vinse con Almagro a Madrid , con Berdich a Basilea e con Nieminen a Parigi Bercy dopo aver passato le quali , facendo tesoro dei miglioramenti tecnici acquisiti in Asia. Quindi ci fu , si , &#8220;suicidio&#8221; , ma non il nostro , bensi&#8217; della credibilita&#8217;  chi non perse un occasione per dimostrare buon senso e capire che il momento tecnico di Simo era l&#8217;unica ragione della richiesta di saltare un turno di Davis come aveva fatto Volandri . Perche&#8217; due pesi e due misure ? Non lo so<br />
Se avro&#8217; un tennista di qualunque nazionalita&#8217; nella stessa situazione di Simo in quel momento sarei felice mille volte se il giocatore prendesse la stessa decisione. Ho da poco intervistato Franco Davin ,coach di del Potro, che la pensa esattamente come me .<br />
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<strong>(7) A.S.</strong> Ora Bolelli è stato reintegrato e l’unico colpevole di quel “tradimento” è rimasto lei. Cosa pensa di Binaghi, Baccini e Barazzutti?<br />
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<strong>C.P..</strong> Come appena spiegato , nessun tradimento , almeno da parte nostra.<br />
Penso che dieci anni di attivita&#8217; , ognuno nei rispettivi ruoli ( per Barazzutti parlo del ruolo di capitano di Davis  ) , abbiano dimostrato che il loro livello non sia all&#8217;altezza delle esigenze di cui ha bisogno il nostro tennis .E i risultati sia tecnici che di immagine del nostro sport agli occhi del grande pubblico , sono li&#8217; a dimostrarlo . Senza mettersi ora ad  approfondire le diverse &#8221; anomalie &#8221; federali di cui ci sarebbe da parlare per diverse pagine e di cui ho chiesto lumi al presidente binaghi con &#8221; dieci domande &#8221; ma sono ancora in attesa di risposta.<br />
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<strong>(8) A.S.</strong> Bolelli non lavora più con lei (ed è in caduta libera). Come vi siete lasciati? Perché questo crollo di risultati e rendimento? Il bolognese sta a fatica dentro i 100…<br />
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<strong>C.P..</strong> Penso che per rispondere con la giusta serieta&#8217; bisogna essere dentro le situazioni , quindi io negli ultimi 4 mesi posso parlare con cognizione di causa , come ho fatto prima , di Berrer .Per Bolelli deve chiedere a Riccardo Piatti.<br />
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<strong>(9) A.S.</strong> Ogni volta che Bolelli perdeva, lei diceva che l’altro aveva giocato da fenomeno. Sul match con Bogdanovic di Bolelli a Wimby 2008: &#8220;Bogdanovic sta giocando even better than Roger&#8221;. Con Llodra a RG 08: &#8220;Gioca come Edberg mancino&#8221;. &#8220;Se Bloomfield giocasse sempre come oggi sarebbe nei primi 50&#8243;. Possibile che fossero tutti fenomeni e “possibili top ten” quelli che battevano il suo protetto? Perché mai un’autocritica?<br />
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<strong>C.P..</strong> Riguardo a Bogdanovic e&#8217; ovvio che scherzavo , ( sono conosciuto nel mondo del tennis  anche perche&#8217; spesso scherzo e faccio battute spiritose ) . E &#8216; come se avessi detto a qualcuno che sta guidando vicino a me &#8221; guidi come Schumaker ! &#8221;<br />
 Per Llodra intendevo il paragone con Edberg come somiglianza tecnica di tipo di gioco non come livello . Anche se e&#8217; vero che quel giorno sul centrale del Roland Garros Llodra obiettivamente  tiro&#8217; fuori dal cilindro volee&#8217; di valore assoluto  (ma  Simone dimostro&#8217; una tensione nervosa eccessiva in alcuni momenti cruciali del match) .<br />
Su Bloomfield posso dire che , anche se probabilmente mi sbilanciai troppo sul fatto dei primi 50  , il numero di aces prodotto quel giorno alzarono il livello ben al di sopra del suo standard normale . Puo&#8217; legittimamente  non credermi ma il mio ricordo di quella partita e&#8217; questo.<br />
Ha ragione sul fatto dell&#8217;autocritica ma c&#8217;è un motivo ben preciso . Viaggiando da 25 anni con il tennis trovo una differenza fondamentale nei commenti , in generale , che si fanno sul tennis  tra l&#8217;Italia e gli stati tennisticamente piu&#8217; sviluppati.Ha presente quando si studia e si vuole  ricordare dei passaggi sul libro ? cosa si fa ? Si sottolinea cio&#8217; che si vuole ricordare giusto ? Un buon coach quindi ,  secondo me, deve cercare di dare l&#8217;esempio al giocatore e sottolineare gli aspetti positivi  e i ricordi di quella partita, di quel torneo , di quella stagione, che hanno prodotto soddisfazioni in modo da &#8221; memorizzare &#8221; di piu&#8217; i pensieri positivi e alimentare  cosi&#8217; la fiducia in se stesso del tennista che allena. E&#8217; ovvio che , parallelamente , ci deve essere un lavoro svolto sui lati che &#8221; sono da migliorare &#8221; non che &#8221; vanno male &#8221; , che e&#8217; la stessa cosa ma detta in modo piu&#8217; positivo. Spessissimo la &#8221; sottolineatura &#8221; di tanti che lavorano nell&#8217;orbita tennistica italiana e&#8217; diretta alle cose che &#8221; vanno male &#8221; o che &#8221; mancano &#8221; . Spesso secondo me la selezione di una parola al posto di un altra  puo&#8217; fare una grande differenza nell&#8217;insegnamento. C&#8217;è chi si rivolge sistematicamente in modo molto critico  ai nostri ragazzi ed&#8217;e&#8217; assolutamente legittimo che sia cosi&#8217; , ma come coach cerco di &#8221; controbilanciare &#8221; questa tendenza. Almeno questa e&#8217; la mia esperienza e quando alleno un ragazzo italiano mi sbilancio ,per l&#8217;appunto,  forse inconsciamente, dall&#8217;altra parte , e quindi  la capisco benissimo se mi percepiva  iperprotettivo quasi sempre nei commenti alle partite di Simone. Ma spero di averle  spiegato il motivo in maniera esauriente . Comunque al momento il problema non esiste piu&#8217; perche&#8217; alleno un tedesco ma se dovessi allenare un italiano un giorno le prometto che ne terro&#8217; conto.<br />
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<strong>(10) A.S.</strong> Con lei si è visto (per ora) il Bolelli migliore, però sono anni che non vedo miglioramenti consistenti nei tre talloni d’Achille del bolognese: spostamenti, risposta al servizio, grinta in campo. Sono io distratto o il ragazzo non è affatto migliorato? A me pare più “bellino” che forte. Non gli si fa un danno a immaginarlo addirittura top ten e “Federer italiano”, come ha titolato qualche giornale?<br />
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<strong>C.P..</strong> La ringrazio per aver ricordato che , per ora , il miglior Bolelli lo si e&#8217; visto con la mia guida , ma mi auguro che nel 2010 non sara&#8217; piu&#8217; cosi&#8217; per vederlo minimo minimo nei primi 20-<br />
Ricordo sempre che quando parlo di Simone mi riferisco al periodo febbraio 2006 - maggio 2009 , cioe&#8217; il periodo in cui la respondabilita&#8217; del rendimento di Simone era la mia.<br />
Io , appunto ,iniziai a lavorare con Simo a febbraio del 2006 e la sua classifica era circa 250 del mondo . Bisogna anche tenere conto da dove siamo partiti non e&#8217; d&#8217;accordo ? Comunque , premesso che Simone ha una morfologia longilinea e il baricentro e&#8217; piuttosto alto e quindi non sara&#8217; mai un fulmine come lo e&#8217; ad esempio Fognini , se nel 2008 ha prodotto i risultati sopra citati , gli spostamenti , la risposta e la grinta in campo erano in fase , evidentemente , di grande miglioramento altrimenti da 250 a 36 non ci sarebbe mai arrivto e quei giocatori non li avrebbe mai battuti . Ad esempio a Bratislava , un challenger piuttosto duro da vincere ha vinto annullando match points sia nei quarti che in semifinale che in finale. non credo sia mai successso e per farlo una certa grinta sia necessaria. Oppure con Gonzalez a Wimbledon ha vinto con tre tie break su quattro set e Fernando non e&#8217; proprio uno tenero sul piano della grinta&#8230;Per il discorso sugli spostamenti , cui e&#8217; molto legato il discorso della risposta , io posso dire di credere molto nel lavoro di staff e la mia scelta del prparatore atletico di Simone e&#8217; caduta su due professionisti di esperienza e livello assoluto , come Carlo Ragalzi , che lo ha seguito per il 2008 , e Marco Panichi , che lo segue atleticamente tuttora , che allena anche Kohlsrhreiber e che ha dalla sua valanche di risultati nelgi ultimi 10 anni . Quindi il massimo profilo della parte atletica , cui si riferiscono gli spostamenti e&#8217; stato , secondo me, di certo garantito a Simone e sono certo e&#8217; garantito tutt&#8217;oggi.<br />
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<strong>(11) A.S.</strong> Bolelli, Fognini, Seppi. Dove possono arrivare? Ci dia dei best ranking per i tre top players italiani, specificando quello che le piace di più e quello che la conquista di meno (provo anch’io a sbilanciarmi, puntando su Fognini).<br />
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<strong>C.P..</strong> Per Bolelli do sempre top 5  in tre anni di tempo, ,per la speranza( che non voglio far morire )di vedere un italiano in una finale slam prima di andare in pensione  ( ho 42 anni ) e per la fiducia che ripongo in Riccardo Piatti e mi permetta di non essere d&#8217;accordo con lei che cio&#8217; sia  impossibile . Non lo sto promettendo e so che e&#8217; durissima  ma dico che non e&#8217; impossibile . Per Fognini credo che vederlo nei top ten sia assolutamente realistico e ricordo che quest&#8217;anno ha battuto Davidenko  e sta tenendo una programmazione e e una mentalita&#8217; di grande spessore . Per Seppi rimando alla risposta 4 dove mi sembra di aver gia&#8217; risposto .<br />
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<strong>(12) A.S.</strong> C’è una cosa che mi sfugge. Lei dice di stimare molto Rino Tommasi, e ha accettato con grande disponibilità questa intervista (cosa di cui la ringrazio), eppure chi scrive non è mai stato tenero con il tennis italiano (e a volte con lei). Posso chiederle chi ha il “diritto” di criticarla e tiene in alta considerazione, e chi invece la infastidisce e non ha la sua stima tra gli addetti ai lavori italiani?<br />
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<strong>C.P..</strong> Il &#8221; diritto &#8221; di criticarmi ce l&#8217;hanno tutti chiaramente come e&#8217; sancito dalla Costituizione , ovviamente con i limiti posti dal codice penale in materia. Io rivendico pero&#8217; il diritto di rispondere alle critiche motivando le mie opinini , anch &#8216;esse legittimate dalla Costituzione , e anch&#8217;esse limitate dal codice penale.<br />
Il fastidio che probabilmente delle volte traspare e&#8217; prodotto dalla mia sensazione di competenza , o incompetenza, tennistica che percepisco quando leggo una critica che mi riguarda o mi viene rivolta una domanda . Non ho certo il minopolio della verita&#8217; tennistica ma le mie convinzioni basate su 25 anni di tennis i&#8221;n prima linea &#8220;con l&#8217;elmetto in testa e la baionetta , prima da giocatore e ora da coach , mi hanno dato dei punti di riferimento ben radicati che mi sono costati tanta fatica. E riconoscendo di essere un emotivo , che a seconda dei casi puo&#8217; essere un pregio o un difetto , anche questa volta la capisco se spesso sembro insofferente a critiche che per me sono troppo incompetenti per essere accettate. Nel caso di Rino o nel caso presente con lei adesso , invece, e forse lo avra&#8217; notato con la velocita&#8217; con cui ho risposto alle sue domande ,  sono entusiasta nel tuffarmi di testa nelle discussioni perche&#8217; apprezzo il potermi  muovere in un perimetro di competenza ed approfondimento dettagliato dei vari aspetti tennistici perche&#8217; sento di crescere cosi&#8217; coame coach e come persona. Quindi sono io che ringrazio lei .<br />
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<strong>(13) A.S.</strong> L’amico e collega Federico Ferrero, che lei ben conosce, mi ha segnalato alcuni suoi virgolettati sul giornalismo italiano. Per lei i giornalisti sono “pipponi da circolo”, che criticano perché frustrati. Oppure, sempre rivolto ad alcuni colleghi: &#8220;Si aprono i tombini ed escono liquami&#8221;. Sul web ci sono sue interviste in cui incalza e “aggredisce” alcuni blogger (Tennisoncourt, Alex De Pedis), rei di fare domande poco celebrative. I suoi rapporti coi media non sono esattamente facili. Sbaglio?<br />
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<strong>C.P..</strong> Sono legato a Federico Ferrero al  quale , come lui sa, diedi dei consigli all&#8217;inizio della sua carriera  per poter inserirsi meglio nel mondo del giornalismo tennistico . Sono molto orgoglioso di averlo fatto ed ora abbiamo un telecronista e un giornalista appassionato e preparato in piu&#8217; .<br />
La frase &#8221; si aprono tombini ed escono liquami &#8220;e&#8217; vera .  L&#8217;ho scritta io anni fa in un momento di rabbia , ma fu una pessima caduta di stile e chiedo scusa a tutti coloro che l&#8217;hanno letta e ringrazio lei per avermi dato la possibilita&#8217; di scusarmi perche&#8217; gia&#8217; dieci minuti dopo averla scritta mi pentii ma era troppo tardi.<br />
La frase &#8221; pipponi da circolo &#8221; aveva come  bersaglio non solo alcuni giornalisti ma anche dei dirigenti che hanno un passato di tennisti a livello nazionale e hanno la caratteristica di emettere sentenze tecniche lasciando intendere di esserne legittimente per i loro passato di tennisti e non come semplice espressione della loro opinione.   La frase era stata presa dalle mie radici romane e in particolare da un espressione che nelle terrazze del campo numero 1 dei cricoli di Roma sento da quando sono bambino &#8230; &#8221; a pipponeeeee &#8220;&#8221;- Per dileggiare magari il &#8221; campione &#8221; sociale che si vanta un po&#8217; troppo.<br />
Bisogna capire lo spirito un po&#8217; goliardico e scherzoso  tipico dei romani per leggere correttamente il senso con cui scrissi  questa frase ma e&#8217; chiaro che e&#8217; stato inopportuno scriverla ed anche li&#8217; riconosco di aver esagerato. Ora non la scriverei .<br />
 Per approfondire il discorso e per farci due risate sdrammatizzanti, vi racconto come mi colpi&#8217; l&#8217;anno scorso un episodio all Empire di Roma durante la serie A . Allenavo Bolelli che era 40 atp in quel momento . Al circolo dei soci , fra cui un dirigente fit , mi dissero &#8221; allora ? Sto Bolelli ma quanno vince ? &#8221;<br />
e io: &#8221; veramente e&#8217; 40 del mondo e sta crescendo molto &#8230; &#8221;<br />
&#8212; &#8221; si vabbe&#8217; ma che ce famo cor 40 del mondo ??   Nun po&#8217; perde ancora  da Hewitt &#8230;!!!! &#8221;<br />
poi , dopo mezz&#8217;ora , il discorso si sposta sull aseire a dove Giulio Di Meo , tennista romano circa 600 del mondo gioca la sua partita di serie A e sta vincendo .<br />
Gli stessi soci e il dirigente di prima &#8221; Ammazza come gioca Di Meo aho&#8217; ! &#8221; Anvedi che botte de servizio che tira !!!  Questo si che c&#8217;ha talento&#8230; &#8221;<br />
Giulio in effetti gioca molto bene ma si capisce come , in buonafede , il giudizio medio dell&#8217;ambiente italiano di dirigenti e di qualche giornalista, molto somigliante ai protagonisti dell&#8217;episodio appena raccontato perche&#8217; e&#8217; da quell&#8217;ambiente di circolo che provengono  , vada forse leggermente rivisto&#8230;<br />
E&#8217; chiaro che poi si deve vedere caso per caso.<br />
</br><br />
</br><br />
<strong>(14) A.S.</strong> &#8220;Un giovane italiano deve fare i conti con una mentalità italiana nel tennis che spesso è gretta e che è sempre pronta a denigrare, azione spregevole e illeggittima , piuttosto che criticare, anche duramente, azione legittima e protetta dalla nostra Costituzione come libertà di stampa&#8221;. Lo ha detto lei. La mia paura però è che per lei “denigrare” significhi semplicemente affermare che Bolelli ha problemi di spostamento. Non vorrei che confondesse il giornalismo con la celebrazione…<br />
</br><br />
<strong>C.P..</strong> Assolutamente . La critica e&#8217; sacrosanta e gia&#8217; nella risposta 12 ho ammesso che qualche volta sono stato troppo impulsivo ( per difendere i giocatori )  in passato ma spero di aver spiegato a cuore aperto il mio pensiero sull&#8217;argomento. Sarebbe stato piu&#8217; facile per me a volte tacere e a volte scrivere intingendo la penna nello zucchero e magari adesso avrei un ruolo importante&#8230; ma proprio non ci riesco e non mi dispiace che sia cosi&#8217;.<br />
</br><br />
</br><br />
<strong>(15) A.S.</strong> La cito ancora: ““Ho fatto mia una frase di un faro della mia vita, un eroe della Repubblica, il giudice Falcone, il quale usava dire che bisogna rispettare le istituzioni ma non bisogna confondere le istituzioni con chi le rappresenta in quel momento”. Può spiegarmela?<br />
</br><br />
<strong>C.P..</strong> Mi sembra che la frase del giudice Falcone , del quale si parla molto in queste ultime settimane , sia chiara gia&#8217; da se&#8217; . Criticare un rappresentante delle istituzioni ed esprimere le proprie opinioni sul medesimo e , nelle dovute maniere, anche di grande dissenso non significa non aver rispetto delle isitituzioni . Mi pare che nella situazione politica di oggi sia un argomento piuttosto attuale&#8230;<br />
</br><br />
</br><br />
<strong>(16) A.S.</strong> Vox populi vuole che lei abbia telefonato a Pietrangeli, reo di avervi attaccato dopo la mancata accettazione della convocazione in Davis, ricordandogli che certe cose non poteva permettersi di dirle. Mi perdoni, ma Pietrangeli ha – come dire – un certo diritto a parlare di Italia e tennis. I latini dicevano: ubi maior, minor cessat.<br />
</br><br />
<strong>C.P..</strong> Pietrangeli non ci ha attaccato ma ha detto una frase inopportuna in quel momento che metteva Simone in pessima luce dal punto di vista umano. L&#8217; ho chiamato perche&#8217; eravamo a Bangkok durante la partita Italia Lettonia e Nicola in tv disse che &#8221; chi rifiuta la maglia azzurra sputa sulla bandiera italiana &#8221; . Non fece il nome di Simone ma era ovvio che il pensiero degli ascoltatori andasse a  lui . Ce ne informo &#8216; la mamma di Simo , piuttosto provata, e il Bole ci rimase malissimo . Nella famiglia di Simone c&#8217;è chi ha rischiato la vita pesantemente per la Bandiera italiana nel periodo della Resistenza . Ho sentito il dovere di  chiamare Pietrangeli per invitarlo ( molto educatamente)semplicemente  ad utilizzare una maggiore delicatezza soprattutto in quei giorni di tensione nell&#8217;affrontare certi argomenti come il valore,c he e&#8217; molto intimo e personale,  della Patria rappresentato dalla nostra Bandiera che in Simone ( e anche in me ) e&#8217; sempre stato , e&#8217; oggi, e sempre sara&#8217;, ne sono convinto , un valore fondamentale. In un epoca in cui alcuni ministri della Repubblica dichiarano quale uso ne farebbero ( della bandiera ) e mostrano il dito medio all&#8217;inno di Mameli ,Pietrangeli , magari senza accorgersene&#8230;, aveva messo Simone in cattiva luce con quella frase .  La sua frase aveva ferito Simone e per difendere lui  ho chiamato e lo stesso Simo ha testimoniato per iscritto che i fatti andarono come li ho raccontati io adesso. Nulla a  che vedere sul diritto di Pietrangeli a parlare di tennis e sulla grande storia leggendaria di Nicola.Ci mancherebbe.<br />
</br><br />
</br><br />
<strong>(17) A.S.</strong> Quest’anno, al Foro Italico, Bolelli si è presentato a Roma con grandi propositi e maglietta azzurra in stile Nazionale (la Federazione lo aveva cacciato come un appestato). Doveva spaccare il mondo, uscì tra i fischi dopo un suicidio clamoroso contro Kohlschreiber sul Centrale. Non fu un autogol clamoroso?<br />
</br><br />
<strong>C.P..</strong> L&#8217;idea della maglietta fu un fatto commerciale ideato dalla Lotto , sponsor di Simone, fatto sul quale io in un primo momento non venni informato. Non ero all&#8217;inizio per niente convinto ma a Simone piaceva l&#8217;idea proprio perche&#8217; , come dicevo prima, il valore di giocare per l&#8217;Italia e&#8217; molto forte in lui. Quella scelta fu letta come una provocazione ma non era cosi&#8217; . Bole mi convinse tanto e&#8217; vero&#8217; che tirai fuori dall&#8217;armadio, sempre per solidarieta&#8217; a Simone, anche la mia vecchia tuta di quando giocavo in Davis ! Se lei guarda sulla mia foto su facebook e&#8217; proprio di quel giorno .<br />
Sul disastro contro Kohlsrheiber ci sono delle spiegazioni di balck out mentale dovuto a tante pressioni , di tipo diverso , che simone stava subendo in quelle settimane e sulle quali io avevo sempre meno possibilita&#8217; di intervento  . Infatti dopo poco abbiamo deciso di interromepre ill lavoro insieme.<br />
</br><br />
</br><br />
<strong>(18) A.S.</strong> Lei dice di essere il vero “The Pistol”, perché lo chiamavano così prima di Sampras. Non c’era però, nei Settanta, un Pete “Pistol” maravich, fenomeno del basket?<br />
</br><br />
<strong>C.P..</strong> Sicuramente ci sara&#8217; stato e mi pare anche di averlo sentito anche perche&#8217; adoro il basket.<br />
Anche questa storia deriva da una battuta che feci a Sampras per &#8221; rabbonirlo &#8221; prima di un match di esibizione al palaeur i Roma nel 1992 che si chiamava &#8221; BIG FOUR &#8221; cioe&#8217; una due giorni di sfide tra i 4 piu&#8217; forti tennisti al mondo . Lei mi dira&#8217; &#8221; e che c&#8217;entrava Pistolesi ?!! &#8221; giustamente . C&#8217;entravo perche&#8217; Boris Becker si senti&#8217; male ed io ero la&#8217; come sparring ma , essendo di Roma e non avendo alternativa, Sergio Palmieri mi utilizzo&#8217; come &#8221; riserva &#8221; nel match contro Sampra. Cosi&#8217; , per scherzare , prima del match durante il sorteggo dissi a Sampras : &#8221; Ehi Pete ! Do you know that i am the original Pistol ? &#8221; Ovviamente riferendomi alla prima parte del mio cognome. Lui rise. Persi 63 62 ma non mi massacro&#8217; .<br />
</br><br />
</br><br />
<strong>(19) A.S.</strong> Crede, da giocatore, di avere dato quanto poteva? Se no, perché?<br />
</br><br />
<strong>C.P..</strong> Non ho la controprova ma sicuramente no . Perche&#8217; cambiai idea quando , da campione del mondo junior, avevo gia&#8217; preparato tutto per andare in Francia da george DeNiau, allenatore di Forget che voleva allenare me insieme a Forget un po&#8217; come poi fece Leigteb con Gaudenzie Muster, ma mi feci convincere dalla fit a rimanere in Italia.<br />
</br><br />
</br><br />
<strong>(20) A.S.</strong> Facciamo un gioco. Mi dica i vincitori 2010 dei 4 Slam, chi sarà a fine anno il miglior tennista italiano, chi la sorpresa del circuito e chi la delusione.<br />
 </br><br />
<strong>C.P..</strong> Accetto di giocare ma dichiaro di essere scarsissimo sui pronostici<br />
AO Davidenko<br />
RG Nadal<br />
W Federer<br />
US Open Federer<br />
miglior giocatore italiano Bolelli<br />
Sorpresa Henri Kontinen<br />
Delusione proprio non lo so<br />
</br><br />
</br><br />
Claudio Pistolesi</p>
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		<title>Coesione per gli interessi del Paese</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Jan 2010 07:37:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>tommy</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Articolo del mese]]></category>

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		<description><![CDATA[ 	Come spesso accade ultimamente alcuni messaggi delle piu&#8217; alte autorita&#8217; del nostro Paese sono applicabili al nostro tennis. Giro questo messaggio del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano al presidente della fit binaghi che ha caratterizzato il 2008 e  2009 con interviste denigratorie contro i nostri due migliori tennisti ( in quel momento ) Bolelli e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> 	Come spesso accade ultimamente alcuni messaggi delle piu&#8217; alte autorita&#8217; del nostro Paese sono applicabili al nostro tennis. Giro questo messaggio del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano al presidente della fit binaghi che ha caratterizzato il 2008 e  2009 con interviste denigratorie contro i nostri due migliori tennisti ( in quel momento ) Bolelli e Seppi, rendendosi responsabile di una vergognosa squalifica di fatto di Bolelli per il match di Davis Italia Slovacchia e danneggiando , per l&#8217;appunto , l&#8217;interesse generale del Paese . Inoltre e&#8217; evidente che le suddette interviste hanno penalizzato a livello di tensione nervosa e critica personale destabilizzante per dei giovani atleti, il rendimento dei due tennisti . Quindi l&#8217;Italia tennistica ha pagato un alto prezzo tecnico e di prestigio . Che il messaggio del Capo dello Stato sia di monito e di esempio morale  al presidente Binaghi in futuro .<br />
</br><br />
<strong>Claudio Pistolesi</strong>  <br />
</br><br />
<strong>L&#8217;appello di Napolitano e Fini - &#8220;Coesione per gli interessi del Paese&#8221;</strong><br />
</br></p>
<p>NAPOLI - Un appello alla coesione nazionale del presidente della Repubblica e del presidente della Camera, che si ispirano alla figura di Enrico De Nicola e chiedono di non smarrire, nelle polemiche politiche, &#8220;il senso dell&#8217;interesse generale&#8221;.<br />
&#8220;La libera dialettica di posizioni e di ruoli tra maggioranza e opposizione - afferma il presidente della Repubblica - non esclude che si riproponga in momenti di serie prove per il Paese, l&#8217;esigenza di non smarrire il senso del comune interesse nazionale&#8221;.<br />
</br><br />
Il Capo dello Stato è intervenuto a Napoli alla commemorazione di Enrico De Nicola a 50 anni dalla sua scomparsa. Il capo dello Stato parla del primo presidente della Repubblica italiana.<br />
 Il primo insegnamento di De Nicola, sottolinea Napolitano, è &#8220;il supremo tenace attaccamento alla necessità di un clima di unità nazionale&#8221;. Una lezione dalla quale &#8220;abbiamo ancora molto da imparare&#8221;.<br />
E poi la seconda lezione di De Nicola: &#8220;Io stesso cerco sempre di imparare da quel che gli fu contestato come incorreggibile &#8216;formalismo&#8217; e che in realtà era correttezza e rigore nell&#8217;esercizio, da parte di ogni soggetto istituzionale, del proprio ruolo e dei propri poteri, rispettandone sempre i limiti invalicabili&#8221;. E&#8217; qualcosa, insiste Napolitano che &#8220;provocava insofferenza in altri soggetti istituzionali: ma egli ci ha lasciato una lezione di serena fermezza e di ciò gli siamo egualmente grati&#8221;.<br />
</br><br />
Il presidente della Camera Fini ha ricordato De Nicola &#8220;e la sua costante attenzione agli interessi superiori del Paese, un prezioso insegnamento sulla via di un rinnovato senso della coesione nazionale, sulla riaffermata appartenenza di tutti gli italiani alla stessa comunità nazionale&#8221;.<br />
</br><br />
&#8220;Non c&#8217;è dubbio - continua Fini - che senza passione è difficile affermare la partecipazione dei cittadini, che si nutre anche delle legittime idealità di parte&#8221;. &#8220;Ma oggi, l&#8217;affermazione di quella che è la cosiddetta democrazia dell&#8217;alternanza in Italia e la fine delle contrapposizioni ideologiche - continua - ripropongono l&#8217;esigenza di valori unificanti e condivisi essendo comunque accettata l&#8217;idea che in un sistema bipolare ciò che unisce è altrettanto importante di ciò che divide&#8221;.<br />
</br><br />
Il presidente della Camera ha sottolineato che lo statista napoletano si formò in un Italia liberale e giolittiana &#8220;assai distante da quella odierna&#8221;. &#8220;Ma - avverte Fini - i valori e gli ideali di quell&#8217;Italia lontana devono poter essere riscoperti per vincere le nostre sfide di Nazione democratica&#8221;.<br />
</br><br />
dal sito <strong><a href="http://www.repubblica.it/politica/">La Repubblica</a></strong><em> - <em>5 gennaio 2010</em></p>
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		<title>Figlio mio, lascia questo Paese</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 21:33:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>tommy</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Articolo del mese]]></category>

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		<description><![CDATA[ 	Questa lettera presa da &#8221; Repubblica&#8221; mi ha colpito perchè anche nello sport sempre più di frequente potrebbe essere perfettamente compatibile. E&#8217; una tristezza, è una vergogna ,è uno schifo  ma è così. Meglio andarsene per chi ne ha il coraggio e le capacità. Leggiamo la lettera e invito tutti a riflettere  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> 	<em>Questa lettera presa da &#8221; Repubblica&#8221; mi ha colpito perchè anche nello sport sempre più di frequente potrebbe essere perfettamente compatibile. E&#8217; una tristezza, è una vergogna ,è uno schifo  ma è così. Meglio andarsene per chi ne ha il coraggio e le capacità. Leggiamo la lettera e invito tutti a riflettere  tutti su cosa è oggi diventata l&#8217;Italia .</em><br />
 <br />
<em>Claudio Pistolesi</em><br />
 <br />
LA LETTERA.<br />
Il direttore generale della Luiss; avremmo voluto che l&#8217;Italia fosse diversa e abbiamo fallito<br />
 <br />
<strong>Figlio mio, lascia questo Paese</strong> di PIER LUIGI CELLI<br />
 <br />
L&#8217;università La Sapienza di Roma<br />
Figlio mio, stai per finire la tua Università; sei stato bravo. Non ho rimproveri da farti. Finisci in tempo e bene: molto più di quello che tua madre e io ci aspettassimo. È per questo che ti parlo con amarezza, pensando a quello che ora ti aspetta. Questo Paese, il tuo Paese, non è più un posto in cui sia possibile stare con orgoglio. </p>
<p>Puoi solo immaginare la sofferenza con cui ti dico queste cose e la preoccupazione per un futuro che finirà con lo spezzare le dolci consuetudini del nostro vivere uniti, come è avvenuto per tutti questi lunghi anni. Ma non posso, onestamente, nascondere quello che ho lungamente meditato. Ti conosco abbastanza per sapere quanto sia forte il tuo senso di giustizia, la voglia di arrivare ai risultati, il sentimento degli amici da tenere insieme, buoni e meno buoni che siano. E, ancora, l&#8217;idea che lo studio duro sia la sola strada per renderti credibile e affidabile nel lavoro che incontrerai.<br />
Ecco, guardati attorno. Quello che puoi vedere è che tutto questo ha sempre meno valore in una Società divisa, rissosa, fortemente individualista, pronta a svendere i minimi valori di solidarietà e di onestà, in cambio di un riconoscimento degli interessi personali, di prebende discutibili; di carriere feroci fatte su meriti inesistenti. A meno che non sia un merito l&#8217;affiliazione, politica, di clan, familistica: poco fa la differenza. </p>
<p>Questo è un Paese in cui, se ti va bene, comincerai guadagnando un decimo di un portaborse qualunque; un centesimo di una velina o di un tronista; forse poco più di un millesimo di un grande manager che ha all&#8217;attivo disavventure e fallimenti che non pagherà mai. E&#8217; anche un Paese in cui, per viaggiare, devi augurarti che l&#8217;Alitalia non si metta in testa di fare l&#8217;azienda seria chiedendo ai suoi dipendenti il rispetto dell&#8217;orario, perché allora ti potrebbe capitare di vederti annullare ogni volo per giorni interi, passando il tuo tempo in attesa di una informazione (o di una scusa) che non arriverà. E d&#8217;altra parte, come potrebbe essere diversamente, se questo è l&#8217;unico Paese in cui una compagnia aerea di Stato, tecnicamente fallita per non aver saputo stare sul mercato, è stata privatizzata regalandole ai risultati, il sentimento degli amici da tenere insieme, buoni e meno buoni che siano. E, ancora, l&#8217;idea che lo studio duro sia la sola strada per renderti credibile e affidabile nel lavoro che incontrerai.<br />
Ecco, guardati attorno. Quello che puoi vedere è che tutto questo ha sempre meno valore in una Società divisa, rissosa, fortemente individualista, pronta a svendere i minimi valori di solidarietà e di onestà, in cambio di un riconoscimento degli interessi personali, di prebende discutibili; di carriere feroci fatte su meriti inesistenti. A meno che non sia un merito l&#8217;affiliazione, politica, di clan, familistica: poco fa la differenza. </p>
<p>Questo è un Paese in cui, se ti va bene, comincerai guadagnando un decimo di un portaborse qualunque; un centesimo di una velina o di un tronista; forse poco più di un millesimo di un grande manager che ha all&#8217;attivo disavventure e fallimenti che non pagherà mai. E&#8217; anche un Paese in cui, per viaggiare, devi augurarti che l&#8217;Alitalia non si metta in testa di fare l&#8217;azienda seria chiedendo ai suoi dipendenti il rispetto dell&#8217;orario, perché allora ti potrebbe capitare di vederti annullare ogni volo per giorni interi, passando il tuo tempo in attesa di una informazione (o di una scusa) che non arriverà. E d&#8217;altra parte, come potrebbe essere diversamente, se questo è l&#8217;unico Paese in cui una compagnia aerea di Stato, tecnicamente fallita per non aver saputo stare sul mercato, è stata privatizzata regalandole  il Monopolio, e così costringendo i suoi vertici alla paralisi di fronte a dipendenti che non crederanno mai più di essere a rischio. </p>
<p>Credimi, se ti guardi intorno e se giri un po&#8217;, non troverai molte ragioni per rincuorarti. Incapperai nei destini gloriosi di chi, avendo fatto magari il taxista, si vede premiato - per ragioni intuibili - con un Consiglio di Amministrazione, o non sapendo nulla di elettricità, gas ed energie varie, accede imperterrito al vertice di una Multiutility. Non varrà nulla avere la fedina immacolata, se ci sono ragioni sufficienti che lavorano su altri terreni, in grado di spingerti a incarichi delicati, magari critici per i destini industriali del Paese. Questo è un Paese in cui nessuno sembra destinato a pagare per gli errori fatti; figurarsi se si vorrà tirare indietro pensando che non gli tocchi un posto superiore, una volta officiato, per raccomandazione, a qualsiasi incarico. Potrei continuare all&#8217;infinito, annoiandoti e deprimendomi. </p>
<p>Per questo, col cuore che soffre più che mai, il mio consiglio è che tu, finiti i tuoi studi, prenda la strada dell&#8217;estero. Scegli di andare dove ha ancora un valore la lealtà, il rispetto, il riconoscimento del merito e dei risultati. Probabilmente non sarà tutto oro, questo no. Capiterà anche che, spesso, ti prenderà la nostalgia del tuo Paese e, mi auguro, anche dei tuoi vecchi. E tu cercherai di venirci a patti, per fare quello per cui ti sei preparato per anni. </p>
<p>Dammi retta, questo è un Paese che non ti merita. Avremmo voluto che fosse diverso e abbiamo fallito. Anche noi. Tu hai diritto di vivere diversamente, senza chiederti, ad esempio, se quello che dici o scrivi può disturbare qualcuno di questi mediocri che contano, col rischio di essere messo nel mirino, magari subdolamente, e trovarti emarginato senza capire perché. </p>
<p>Adesso che ti ho detto quanto avrei voluto evitare con tutte le mie forze, io lo so, lo prevedo, quello che vorresti rispondermi. Ti conosco e ti voglio bene anche per questo. Mi dirai che è tutto vero, che le cose stanno proprio così, che anche a te fanno schifo, ma che tu, proprio per questo, non gliela darai vinta. Tutto qui. E non so, credimi, se preoccuparmi di più per questa tua ostinazione, o rallegrarmi per aver trovato il modo di non deludermi, assecondando le mie amarezze.<br />
 <br />
Preparati comunque a soffrire.<br />
 <br />
Con affetto,<br />
tuo padre</p>
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		<title>Lettera aperta&#8230;.</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 07:44:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>tommy</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Articolo del mese]]></category>

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		<description><![CDATA[ 	
Non avendo ricevuto risposta alle dieci domande dirette al presidente Fit Binaghi (http://www.spaziotennis.com/2009/10/10-domande-per-il-presidente-fit/) provo con questa lettera aperta a gettare un sasso nello stagno e approfondire i temi insoluti, gravi e ormai cronici, che impediscono al nostro tennis maschile di esprimere il suo potenziale.
Approfondiamo ad esempio la domanda numero 1  che secondo me [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> 	</br><br />
Non avendo ricevuto risposta alle dieci domande dirette al presidente Fit Binaghi (<a href="http://www.spaziotennis.com/2009/10/10-domande-per-il-presidente-fit/">http://www.spaziotennis.com/2009/10/10-domande-per-il-presidente-fit/</a>) provo con questa lettera aperta a gettare un sasso nello stagno e approfondire i temi insoluti, gravi e ormai cronici, che impediscono al nostro tennis maschile di esprimere il suo potenziale.<br />
Approfondiamo ad esempio la domanda numero 1  che secondo me è quella che contiene  più<br />
direttamente i motivi che hanno  danneggiato e posto ostacoli  a due nostri tennisti di Davis che nel 2008 ci avevano dato grandi soddisfazioni: Simone Bolelli e Andreas Seppi.<br />
Il concetto di base, a mio parere, è che ai giocatori è richiesto il massimo impegno e la mentalità più alta per raggiungere livelli più elevati, e in questo hanno un compito fondamentale i loro coaches.<br />
È molto probabile che  l&#8217;ambiente che c&#8217;è in Italia, creato dalla federazione da quando c&#8217;è Binaghi,  comporti  concretamente  ostacoli importanti ai giocatori.<br />
E l&#8217;ambiente è pesantemente condizionato dalla paura che, non appena si azzarda un’idea critica sulla Fit, ti arrivi il procuratore federale ad interrogarti  anche per diverse ore  (come è accaduto ad alcuni)  e  che  sui mezzi di informazione possano venire  utilizzati per analogia, a proposito di presunti illeciti sportivi, , termini come &#8220;indagato&#8221;, “incolpato”, “inibito”, “radiato”, che di certo danneggiano l&#8217;immagine di brave persone che con la legge vera non hanno mai avuto a che fare .<br />
Ma la cosa grave è che se  la controversia, come è spesso accaduto ,  vede come controparte  il presidente federale,  questo “sistema giudiziario di casa Binaghi” perde di qualsiasi credibilità, e diventa anche comico: è persino ovvio, infatti, che la presenza  di amici e parenti del presidente all&#8217;interno degli organi di giustizia federale  - che lui ha tranquillamente confermato - comporta una grave violazione  del principio sulla terzietà dei giudici nonché del diritto al “giusto processo”, garantiti  dalla nostra Costituzione .<br />
Infatti, puntualmente, subito dopo la pubblicazione delle domande a Binaghi , che , a quanto mi hanno riferito, si  è molto risentito ( ma perché non risponde invece ? ), mi è stato recapitato dalla Corte Federale un telegramma che mi informa che il 21/11 p.v. verrà discusso e deliberato su un procedimento disciplinare attivato a mio carico ,  per “aver leso la dignità, il decoro e il prestigio del presidente federale”, in pratica un caso di “lesa maestà”.<br />
La mia critica a Binaghi   è  invece  stata sempre documentata, secondo i principi basilari del giornalismo, tanto più che sono iscritto all&#8217;ordine dei giornalisti  pubblicisti e la Costituzione Italiana garantisce libertà di critica, libertà di stampa e libertà di pensiero.<br />
Inoltre  e&#8217;  stato dimenticato un dettaglio importante:  che quelli della attuale gestione Fit li  ho già “squalificati” io dalla mia vita professionale di coach da circa un anno con la restituzione pubblica della tessera Fit e della targa di tecnico Fit: non si capisce dunque come possano pensare di convocarmi per essere sentito in un procedimento interno ad un sistema (quello della Fit) del quale volontariamente non faccio più parte da tempo.<br />
In questa situazione, nel nostro tennis la paura è lo stato d&#8217;animo  dominante su tutti . I giocatori, i coaches, i maestri. La giustizia sportiva tennistica non ha mai interrogato e squalificato così tanto nella storia del tennis . Sono stati squalificati (qualche volta con richiesta di radiazione) Piatti e Castellani tra i coach, Gaudenzi, Sanguinetti , Schiavone ,Pozzi , Furlan e Bolelli tra i giocatori più conosciuti. Adriano Panatta, la Storia stessa del nostro tennis, e ultimamente, Roberto Russo , presidente del circolo tricampione d&#8217;Italia di serie A , un imprenditore che ha investito  molto nel tennis, anche economicamente . Tutti personaggi importanti del mondo del tennis in aperto disaccordo con Binaghi&#8230;<br />
Ma voglio comunque bene al nostro tennis e come coach, come ex Nazionale di Davis e anche come cittadino  chiedo un’attenzione alta e critica su questi aspetti che non solo non sono chiari al pubblico ma  che spiegano anche perché l&#8217;ambiente tennistico impiantato da Binaghi  degrada il valore tecnico di tutto il movimento, con particolare accanimento sul tennis maschile.<br />
Questo ha inciso almeno in due occasioni negli ultimi due anni sui nostri migliori tennisti. Simone Bolelli è stato interrogato per quasi 4 ore l&#8217;anno scorso, quando ero il suo allenatore, tra i tornei di Madrid e Basilea, in un momento in cui stava producendo ottimi risultati ma di certo lo stress subito per la nota vicenda di aver chiesto una volta di non giocare la Davis e la conseguente aggressione di Binaghi in conferenza stampa del 22/09/08 ha caricato di  tensione Simone .<br />
Essere squalificato, di fatto, a tempo indeterminato, da Binaghi che si è sostituito ai giudici, è stato pesante, anche perché la “colpa” di Simone era stata solo quella di pensare in grande e chiedere di andare a migliorare il gioco d&#8217;attacco sul veloce  invece di giocare contro la Lettonia, come del resto Volandri aveva fatto in maniera identica, l&#8217;anno prima, in occasione del match con il Lussemburgo.<br />
Ma c&#8217;e&#8217; stato anche di peggio. Dopo l&#8217;incontro di Davis di Cagliari Andreas Seppi è stato aggredito in conferenza stampa ancora più pesantemente. Da chi?  Da Binaghi! Solo perché era infortunato con tanto di certificato medico! L&#8217;aggressione è stata fondata su un presunto ammutinamento che avrebbe, se confermato, previsto una pena ben più grave di quella , comunque infondata , perpetrata a Bolelli.<br />
Insomma come si può considerare credibile una giustizia in cui il tesserato Binaghi può aggredire due tesserati senza che gli succeda nulla e poi si scopre che negli organi di giustizia siedono diversi suoi parenti e conoscenti stretti?<br />
Nella domanda 10, inoltre, viene fatto rilevare che il problema dei parenti di Binaghi in posti importantissimi della Fit è arrivato addirittura al Senato della Repubblica con una interrogazione parlamentare il cui testo (testo integrale riportato di seguito), chiarissimo, sottolinea poderosamente come, appunto, sia necessario interrogarsi su queste “anomalie”.<br />
Questi fatti a mio avviso non sono disgiunti dall&#8217;evidente calo di rendimento di coloro che sono stati numero 1 e 2 d&#8217;Italia nell&#8217;ultimo anno ( Seppi lo è tutt&#8217;oggi ma con una classifica molto lontana dal suo best ranking ).<br />
Seppi e Bolelli sono solo due esempi , quelli più visibili, di un sistema che ha fallito, che esclude a priori il dialogo e il ragionamento tra i professionisti italiani del tennis e i dilettanti dirigenti che in dieci anni hanno secondo me ampiamente dimostrato di non essere affatto all&#8217;altezza, soprattutto se guardiamo al tennis maschile.<br />
In conclusione, mi pare che questa &#8220;Binaghicrazia&#8221; (tre mandati che  si completeranno tra 3 anni)   sia  troppo lunga.  Sarebbero stati sicuramente sufficienti due mandati, che ci lasciano comunque “in eredità” sia nel canale televisivo Supertennis che negli organi di giustizia  federale diversi membri della famiglia Binaghi.<br />
È mio dovere denunciare con forza questa anomalia del tennis italiano e creare un movimento di opinione per cambiare questa situazione dalle radici.<br />
</br><br />
Claudio Pistolesi<br />
</br><br />
</br><br />
&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<br />
</br><br />
<strong>Senato della Repubblica (<a href="http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Resaula&#038;leg=16&#038;id=412891">link alla pagina del Senato.it</a>)</strong><br />
</br><br />
<strong>Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-00710 - Atto n. 3-00710 (in Commissione) </strong><br />
<strong>Pubblicato il 29 aprile 2009 - Seduta n. 196</strong><br />
</br><br />
VILLARI- Al Presidente del Consiglio dei ministri. -<br />
Premesso che:<br />
</br><br />
</br><br />
la Federazione italiana tennis (FIT) è un’associazione senza fini di lucro riconosciuta dal CONI e che opera sotto la vigilanza dello stesso;<br />
</br><br />
il Presidente della FIT, Angelo Binaghi, è al suo terzo mandato, a seguito di modifica dello statuto della Federazione, che prevedeva in precedenza un limite massimo di due mandati;<br />
</br><br />
a giudizio dell&#8217;interrogante, a fronte di risultati desolanti del tennis italiano in campo internazionale, il vertice della Federazione non sembra avvertire la necessità di alcuna autocritica ma, al contrario, insiste nel perseguire una campagna di costante mantenimento dello status quo, francamente incomprensibile alla luce dei risultati raggiunti;<br />
</br><br />
i numerosi siti web di circoli e associazioni italiani lamentano un clima di intimidazione, che raggiunge il culmine all’atto delle votazioni per il rinnovo delle cariche federali, allorquando i circoli, sottoposti a ogni tipo di pressione, consegnano deleghe in bianco all’attuale presidenza che, in tal modo, riconferma se stessa;<br />
</br><br />
i contrasti tra giocatori e/o club con la FIT si esauriscono inevitabilmente in pesanti sanzioni comminate dalla Federazione che sembrano all&#8217;interrogante travalicare ogni buonsenso: si veda il caso delle lunghe squalifiche del giocatore Bolelli, reo di aver mancato ad una sola convocazione in nazionale (Coppa Davis) ed al quale è stata inibita la partecipazione alla squadra di Coppa Davis, ai tornei organizzati dalla FIT sul territorio italiano ed al campionato di serie A1 maschile per ben cinque anni. Il Presidente della FIT ha annunciato tutto ciò in una conferenza stampa televisiva;<br />
</br><br />
come si evince dall&#8217;articolo &#8220;Tennis, amici e parenti ai vertici. Veleni sulla presidenza Binaghi&#8221;, pubblicato sul quotidiano &#8220;Il Sardegna&#8221; del 1° aprile 2009, negli organismi della Federazione, ed in particolare negli organi di giustizia federali, sono in carica persone che hanno rapporti documentabili di parentela, di amicizia o professionali tra loro e con il presidente Binaghi, configurando un conflitto di interessi sul quale deve essere fatta piena luce;<br />
</br><br />
numerosi organi di stampa, televisioni locali e nazionali hanno riportato con grande risalto l’ispezione ordinata dalla FIT al Tennis Club Capri, la cui squadra è campione d’Italia di serie A da tre anni. A quanto risulta, si è proceduto con metodi intimidatori consistenti nell’apertura di oltre 40 procedimenti a danno del club caprese per violazione di numerosi articoli dello statuto federale, culminati con l’invio di ben quattro ispettori della FIT che hanno soggiornato per due giorni nel miglior albergo a cinque stelle dell’isola, uno dei più rinomati del mondo, e sottoposto il Presidente del Tennis Capri ad un interrogatorio di oltre 10 ore senza sosta, dimenticando la correttezza, l’efficienza e l’esempio di questo circolo che non è mai incorso in alcun provvedimento disciplinare in nove anni di attività. Gli interrogatori si sono svolti ininterrottamente dalle ore 15 sino all&#8217;una del mattino successivo senza interruzione; il Presidente del Capri era stato convocato solo per un’audizione, non essendo lo stesso indagato o inquisito, ma non poteva abbandonare l’audizione pena la violazione ai regolamenti federali (che censurano la reticenza); inoltre, il circolo del Tennis Capri è situato ad appena cinque metri dal Grand Hotel Quisisana di Capri, luogo dell’audizione-interrogatorio;<br />
</br><br />
tutta questa situazione ha avuto inizio all’indomani di un contrasto di opinioni tra la FIT e il Tennis Club Capri. In particolare l’inchiesta verte sull’art. 7 del regolamento di giustizia. Secondo la Procura federale, il Capri Sports avrebbe offeso la dignità, il decoro e il prestigio della Federtennis e dei suoi organi federali. Sotto accusa gli articoli pubblicati sul sito web ufficiale del club tricolore, giudicati dalla Procura offensivi per la Federtennis, mentre il sodalizio caprese parla di diritto di critica e di satira, pungente quanto si vuole ma satira, inoltre non di produzione del club caprese ma di lettori appassionati che inviavano gli stessi articoli alla redazione del club;<br />
</br><br />
è stato costretto alle dimissioni il Presidente del Capri Sports, Roberto Russo, artefice dei brillanti risultati raggiunti in campo nazionale, offendendo con metodi censori e autoritari un&#8217;intera comunità esposta in prima pagina anche per la prepotenza e l’invadenza degli atteggiamenti della Federazione;<br />
</br><br />
è opportuno sottolineare come il bilancio della FIT sia stato recentemente appesantito con l’inaugurazione di un canale tv satellitare, Supertennis, con costi veramente ingenti, a fronte di ascolti tutt’altro che lusinghieri a quanto risulta all&#8217;interrogante; verrebbero garantiti contratti e consulenze di centinaia di migliaia di euro ad opinionisti, presentatori e commentatori; tale canale televisivo è supportato da un’unica società di produzione, Sportcast, avente come Presidente lo zio dell’attuale Presidente della FIT;<br />
</br><br />
è opportuno segnalare che lo stesso Presidente della Sportcast è anche nel comitato organizzatore degli Internazionali d’Italia. La Sportcast gestisce, inoltre, tutti gli spazi commerciali all’interno del villaggio del Foro italico dove si organizzeranno gli Internazionali d’Italia. Come richiamato nel citato articolo del quotidiano &#8220;Il Sardegna&#8221;, sarebbero presenti all’interno della Federazione, ed in particolar modo nei Consigli di amministrazione di società affiliate alla FIT, negli Organi di giustizia federali e nelle Procure federali, persone legate al Presidente della FIT da vincoli di parentela o di amicizie personali;<br />
</br><br />
è rilevante ricordare lo statuto del CONI ed in particolare l&#8217;art. 2, comma 8 (il CONI garantisce giusti procedimenti per la soluzione delle controversie nell’ordinamento sportivo), e l&#8217;art. 20, comma 3 (le federazioni sportive nazionali sono rette da norme statutarie e regolamentari conformi all’ordinamento sportivo nazionale ed internazionale e sono ispirate al principio democratico di partecipazione all’attività sportiva da parte di chiunque, in condizioni di uguaglianza e di pari opportunità);<br />
</br><br />
è evidente all&#8217;interrogante che nel contenzioso tra Federazione e Club Capri sia arduo individuare il rispetto dell’uguaglianza e delle pari opportunità;<br />
</br><br />
si segnala come i bilanci della FIT non siano presenti sul sito web ufficiale della Federazione,<br />
</br><br />
si chiede di sapere:<br />
</br><br />
se al Governo risultino situazioni di conflitto di interessi nell&#8217;ambito della composizione degli organismi federali;<br />
</br><br />
se non intenda promuovere, al fine di assicurare effettiva trasparenza, maggiore pubblicità dei bilanci della FIT attraverso la loro pubblicazione sul sito Internet della stessa Federazione;<br />
</br><br />
se non ritenga opportuno che il CONI avvii un&#8217;indagine, attraverso l&#8217;istituzione di una specifica Commissione, con lo scopo di verificare l&#8217;esercizio dell&#8217;attività svolta dalla Federazione, anche alla luce dei modesti risultati sul piano sportivo.<br />
</br></p>
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		<title>10 domande per il presidente FIT&#8230;</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Oct 2009 07:36:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>tommy</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[news]]></category>

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		<description><![CDATA[ 	In uno dei pochi momenti belli comunque del nostro tennis di quest’anno, cioè la finale di Fed Cup raggiunta grazie al valore tecnico, la professionalità, la mentalità internazionale delle nostre migliori giocatrici, è legittimo approfondire le gravi questioni insolute da diversi anni che stanno mandando il nostro tennis nei bassifondi del tennis mondiale, a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> 	In uno dei pochi momenti belli comunque del nostro tennis di quest’anno, cioè la finale di Fed Cup raggiunta grazie al valore tecnico, la professionalità, la mentalità internazionale delle nostre migliori giocatrici, è legittimo approfondire le gravi questioni insolute da diversi anni che stanno mandando il nostro tennis nei bassifondi del tennis mondiale, a livello di risultati sportivi nel maschile, nella formazione, nella cultura sportiva e nel profilo morale. Ecco dieci domande preparate per il decennale presidente fit binaghi, il quale finora è stato sempre sfuggente su tutti questi argomenti.<br />
</br><br />
1) Ammette il fallimento totale del centro tecnico di tirrenia, da dove in diversi anni ormai non è uscito neanche un giocatore nei primi 300 del mondo? E ammette che centinaia di migliaia di euro pubblici spesi per Tirrenia , tra cui il contratto al tecnico argentino Infantino, siano stati sperperati, (in buonafede si intende) e con l’aggravante della manifesta inutilità del contratto a Eduardo Infantino, ottimo tecnico ma che ha prodotto zero risultati alla fit?<br />
</br><br />
2) Trova onesto che diversi suoi parenti e amici siano alla corte federale? Trova onesto che se qualcuno ha un contenzioso con il tesserato Binaghi può venire giudicato anche da costoro?<br />
</br><br />
3) Come considera il fatto che gli allievi della scuola maestri siano obbligati per aver il riconoscimento fit a lavorare garatuitamente nei centri estivi fit, in palese concorrenza sleale verso chi lavora privatamente e, giustamente, paga i collaboratori in campo?<br />
</br><br />
4) Dopo aver dichiarato che Seppi, numero uno del tennis azzurro, si era ammutinato a Cagliari e che faceva parte di un piano criminoso contro di lei (nonostante la presenza di un certificato firmato da un medico), oppure era in confusione mentale, con quale stato d’animo va a fargli il tifo in coppa Davis? Si è sbagliato lei a citare addirittura un piano criminoso? E chi sarebbero stati i ” mandanti “? E se era invece vero che Andreas era in confusione mentale, ora lo considera guarito?<br />
</br><br />
5) Quanti anni le servono ancora, dopo dieci in cui lei è presidente e la situazione del tennis maschile non è certo migliore di dieci anni fa, per rimettere l’Italia tra i primi posti delle nazioni tennisticamente sviluppate nell’alto livello? Si ritiene ancora la persona giusta per fare questa fondamentale operazione dopo dieci anni? Altri dieci le bastano? Vuole forse battere il record di 21 anni del presidente Galgani o continuare la sua opera col suo fedelissimissimo Gianni Milan?<br />
</br><br />
6) Non trova offensivo per chi ha sofferto il terremoto in Abruzzo che 1) durante la premiazione della finale del torneo di Roma, nonostante le sia stato chiesto dal Presidente del tennis L’Aquila Ugo Mantini, non sia stato osservato un minuto di silenzio per le vittime del terremoto (avvenuto solo 10 giorni prima) magari utilizzando quel minuto in cui è stato invece chiesto a Djokovic di fare l’imitazione di Nadal? E non trova umiliante per gli abruzzesi che hanno sofferto e stanno soffrendo per il terremoto che la “PUNIZIONE RIABILITATIVA FIT “, (frase di altri tempi, molto bui) per Simone Bolelli sia stata quella di andare a L’Aquila a giocare con i bambini abruzzesi?<br />
</br><br />
7) Lei ha spesso ripetuto che non è corretto retribuire economicamente i tennisti professionisti per le loro prestazioni in coppa Davis perché il loro compenso é il semplice fatto di giocare per la Patria. E allora perché il capitano Barazzutti viene retribuito (e molto molto bene) con i soldi pubblici della fit per la coppa Davis medesima? Abbiamo un capitano antipatriottico (e, nel caso, perché è la’ al suo posto da dieci anni?) o lei considera la professionalità dei giocatori meno degna di quella di Barazzutti?<br />
</br><br />
8 ) Non trova meschino e vergognoso che il Presidente Russo sia stato prima interrogato UNDICI ORE DI SEGUITO (pena un’automatica squalifica per reticenza) e condannato per responsabilità oggettiva perchè sul sito www.tenniscapri.com qualcuno si era permesso di scrivere la verità, cioè che gli organi di giustizia della fit sono pieni di suoi parenti e amici? Perchè quel sito da un mese non è più accessibile e sono scomparsi quegli articoli di denuncia?<br />
</br><br />
9) Alcuni talk show sul canale della sua famiglia “supertennis”, visto che suo zio è il presidente della società che la gestisce, hanno di fatto attuato un pestaggio mediatico contro persone evidentemente molto distanti della sua politica. Non pensa di poter essere più credibile se nei talk show ci fossero degli elementi di contraddittorio?<br />
</br><br />
10) Una interrogazione parlamentare richiesta da un senatore della Repubblica, collega di suo zio Senatore Fantola, è presente al senato su questioni che la riguardano da vicino insieme alla sua famiglia (vedi testo della interrogazione parlamentare allegato sopra). Ha provato o prova, un minimo almeno, il sentimento della vergogna come rappresentante istituzionale del tennis italiano? Ha fatto un pensierino alle dimissioni per tutti questi problemi gravi , di cui lei è evidentemente il protagonista assoluto, emersi in queste dieci domande ?<br />
</br><br />
<strong>Claudio Pistolesi</strong></p>
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		<title>La giusta distanza</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Jul 2009 10:59:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>tommy</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Articolo del mese]]></category>

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		<description><![CDATA[ 	E’ interessante commentare la gravissima accusa che e’ stata mossa recentemente alla fit sulla Gazzetta dello sport
Dice testualmente ” via coach Pistolesi e’ caduto il veto per Bolelli sulla coppa Davis”
Ma andiamo per ordine :
Dopo tre mesi in cui il mio rapporto professionale con Simone Bolelli si e’ concluso e ho gia’ iniziato con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> 	E’ interessante commentare la gravissima accusa che e’ stata mossa recentemente alla fit sulla Gazzetta dello sport<br />
Dice testualmente ” via coach Pistolesi e’ caduto il veto per Bolelli sulla coppa Davis”<br />
Ma andiamo per ordine :<br />
Dopo tre mesi in cui il mio rapporto professionale con Simone Bolelli si e’ concluso e ho gia’ iniziato con profitto ad allenare altri professionisti del tennis, ancora oggi sulla stampa italiana vedo tirato in ballo spesso il mio nome , accostato alle decisioni di attuali di Simone .<br />
Non mi tirero’ indietro nel rispondere punto su punto sulle questioni emerse .<br />
Il rapporto di tre anni e mezzo con Simone e anche con la sua bellissima famiglia, compresa la futura prossima moglie di Simo Ximena , e’ stato splendido sotto tutti i punti di vista. I riconoscimenti internazionali del mio lavoro con lui sono stati un plebiscito di complimenti che, del resto, il solo fatto di averlo portato da 260 a 36 del mondo, e numero 1 d’Italia ,testimonia alla grande. E piu’ o meno li’ si trovava Simone in classifica nelle ultime settimane del nostro lavoro insieme.<br />
Di Simone Bolelli posso solo che parlare benissimo professionalmente ed umanamente. Come sempre rispetto le sue decisioni da uomo vero e da professionista vero ,che condivido anche questa volta , pur da ” esterno” e non piu’ da suo coach .<br />
I problemi, le polemiche , le ripicche vengono sempre dalla stessa fonte : la fit .<br />
Binaghi sa che pur essendo l’Italia di Davis in serie b tra tre mesi arriva Federer in Italia e gli occhi del tennis mondiale e dell’ITF saranno puntati sul nostro paese. Binaghi non si poteva permettere piu’ di mantenere quello che e’ stato chiamato ” l’ anatema ” cioe’ la squalifica di fatto ,un abuso vero e proprio , contro Simone commesso il 22 settembre 2008 al Canottieri Roma in conferenza stampa dove disse ” finche’ io saro’ presidente Bolelli non giochera’ piu’ la Davis”.<br />
L’ITF, lo so per certo, non e’ stata affatto contenta di questa ” ANOMALIA ITALIANA ” per cui il solo aver chiesto di non giocare una volta ha portato la fit a denigrare , squalificare, indagare , interrogare e diffamare Simone ,come e’ facilmente riscontrabile su internet, negli ultimi dieci mesi. Una cosa mai vista in nessuna parte del mondo del tennis.<br />
Se binaghi non si fosse messo la cenere sulla testa e chiedere a Simone di tornare , autosputtanando se stesso con una ulteriore perdita di credibilita’ e e autorevolezza, semmai gliene fosse rimasta qualche traccia,e rinnegando le sue ” inflessibili ” interviste precedenti, avrebbe fatto a Genova in settembre una ” figura e niente” come dicono a Napoli, di proporzioni planetarie. Questo e’ il motivo per cui Simone e’ stato pregato di perdonare binaghi.<br />
Un nutrito gruppo antico di alcuni giornalisti ( non sono inclusi in questo gruppo alcuni professionisti con i fiocchi che hanno tutta la mia stima anche quando mi criticano) un gruppo , dicevo, che non sa fare bene il proprio mestiere, omette sistematicamente di ricordare che e’ stato binaghi a “rompere gli schemi ” sostituendosi ai giudici e ad impedire a Simone di essere convocabile per la Davis. Tanto e’ vero che contro la slovacchia Simone non e’ stato convocato ( tra l’altro altra valanga di problemi causati dalle interviste di binaghi pure in quell’occasione ) con un danno evidente alla Nazionale Italiana. Il Coni dovrebbe essere un po’ piu’ attento a questo degrado di immagine della istituzione tennistica e dei motivi che lo hanno causato.<br />
Ma veniamo al dunque:<br />
Delle due l’una<br />
Poniamo l’ipotesi che sia vero quello che scrive Martucci , cioe’ che la squalifica ( o veto ) a Bolelli di giocare la Davis sia stato il semplice fatto che il coach di Simone ero io.<br />
Significa che un tennista italiano che ha un coach non ” gradito ” alla fit e’ escluso per questo motivo dalla nazionale. Cio’ potrebbe andare bene in paesi come l’Iran o la Corea del Nord, dove vige un regime dittatoriale, ammesso che esistano in quei paesi le rispettive federazioni tennistiche.<br />
Una faccenda che ovviamente lede i diritti di liberta’ individuale di un atleta. Se le cose stanno cosi’ il Coni dovrebbe intervenire PESANTEMENTE contro il consiglio binaghiano e sanzionarlo ( secondo me ci sono i presupposti per il commissariamento) per abuso di potere.<br />
Inoltre se questo odio personale di binaghi nei miei confronti e’ reale quali ne sono le ragioni ? Nessuno dei giornalisti ,del gruppo di cui sopra, che ripetono a pappagallo da diversi mesi ormai di questo presunto odio personale di binaghi contro di me sono dei PESSIMI giornalisti perche’ non assolvono al loro lavoro di spiegare il PERCHE’ delle affermazioni che fanno e , di certo , gli appassionati di tennis finiscono per essere DISINFORMATI sui fatti veri e non INFORMATI.<br />
Per quanto mi riguarda , sempre presupponendo che sia vera la prima ipotesi, sarei contento se fosse vera perche’ allora tutti saprebbero che ci sarebbe, ancora di piu’ , una DISTANZA molto rimarcata , addirittura siderale ,tra il mio ruolo di coach dell ATP, maestro di tennis e quindi anche educatore e promulgatore di valori sportivi, con questa fit che ha negli organi di giustizia , che usa spesso e volentieri (in crescita esponenziale rispetto al passato,) gli organi di giustizia dove risiedono ai piani piu’ alti diversi PARENTI del suo presidente binaghi.<br />
Sarei contento che sia rimarcata la DISTANZA siderale tra me e una fit che ha minacciato di danneggiare l’attivita’ di BAMBINI , quelli del Forum Sporting Club, come dimostrato da una intervista del Presidente del Forum Duregon, se Bolelli si fosse solo ALLENATO al forum stesso che era la nostra base di allenamento.<br />
DISTANZA da una fit che interroga per UNDICI ore un galantuomo come Roberto Russo , Presidente del Tennis Capri , circolo tri campione d’Italia.<br />
DISTANZA siderale da una fit che non riece neanche ad ammettere un FALLIMENTO TOTALE del settore tecnico negli ultimi 5 anni e del suo costoso centro tecnico federale di TIRRENIA<br />
DISTANZA siderale da una fit promotrice di un linciaggio mediatico VERGOGNOSO, che continua tutt’oggi, perpetrato contro di me sui suoi organi di stampa propagandistici pagati con i soldi di tutti , e potrei andare avanti parecchio.<br />
Ma potrebbe essere anche che Martucci si sia sbagliato , ed e’ quello che io penso.<br />
Infatti sono certo che binaghi , che ha di me una paura fottuta, non si azzardera’ nemmeno ad accennare al mio nome ne’ nelle future interviste ne’ nei ” comunicati” che tanto piacciono alla fit in cui si ” minimizza ” tutto per far ” DIMENTICARE ” a tutti le interviste deleterie di binaghi stesso ( vedere per conferma il comunicato in cui si dice che con Seppi e’ tutto a posto ). Tutte le distanze prese prima , comunque, ci sono ugualmente, sia chiaro.<br />
Capisco anche i giocatori che , come mi spiegava Max Sartori che e’ il coach di Seppi e una bravissima persona, nonche’ mio amico intimo , sapendo che i tennisti pro hanno solo pochi anni a disposizione per ” concretizzare ” in questi pochi anni i frutti dei loro durissimi sacrifici per questo sport, non sono nella posizione di considerare un dirigente dispotico e dilettante come binaghi come un elemento importante della loro carriera e quindi ” lasciano perdere ” e si beccano pure i suoi insulti senza reagire ,come ha fatto Andreas , pur di toglierselo dalle… palle , da tennis ovviamente.<br />
Le energie vanno spese per cercare di battere la spaventosa concorrenza mondiale nel circuito ATP e ITF.<br />
Del resto la coppa Davis e giocare per l’Italia ( non certo per la fit, sono due cose diverse) e’ una cosa fantastica e perche’ ci devono rinuciare ? pe binaghi ?!?!?!? Hanno ragione pure loro. Simone secondo me ha fatto un ragionamento simile e non gli si puo’ dare torto.<br />
Dicevo prima delle nuove decisoni di Simone al quale , da suo estimatore ed amico, faccio i complimenti per averle prese. Mi piace sia la decisione che si potra’ giochera’ le sue chance per poter essere schierato in singolare e doppio contro la Svizzera , ( a chi non piacerebbe sfidare Roger in casa in coppa Davis?) sia la scelta di Riccardo Piatti come nuovo coach.<br />
Certo e’ che per la Davis al momento la concorrenza di Andreas , Fabio ,Poto e Flavio ( sempre che non rientri presto in ballo anche Filippo come gli auguro) e’ molto agguerrita. Per il doppio si parla di un rientro del consigliere federale Bracciali . Che infatti gioca benissimo il doppio e tecnicamente e’ legittimo pensarci per una eventuale convocazione. Ma al posto di chi? Di certo , immagino, non al posto di Simone ! Immaginate dopo tutto sto casino che ha combinato binaghi su Bolelli in Davis ritrovarsi Simone “non convocato “per motivi tecnici !!!!!! Sono certo che cio’ , giustamente , non avverra’.<br />
Si aprirebbe inoltre , anzi e’ gia’ stato aperto, un altro, ennesimo, capitolo della questione morale nel tennis di cui il Coni ancora , stranamente,non si e’ accorto.<br />
Puo ‘un consigliere federale , che fa parte di quel consiglio che decide lo stipendio e la eventuale conferma del capitano , essere tra i papabili convocati?<br />
Ripeto non c’entra nulla il fatto tecnico e neanche voglio affatto insinuare che nessuno pensi di fare qualcosa che assomigli alla corruzione, (anche se bisogna riconoscerela scarsisima influenza dei consiglieri sulle decisioni di binaghi ,e, conoscendo il presidente fit , novello ” Caligola del Gennargentu ” il prossimo consigliere potrebbe essere anche il suo cavallo…)<br />
Seriamente parlando ,a livello morale per Bracciali bisogna scegliere se vuole continuare a fare il consigliere o se vuole giocarsi le sue chance da giocatore . Si chiama incompatibita’ tra due ruoli ricoperti dalla stessa persona.<br />
E ancora…<br />
Se Simone , come secondo me giustamente avverra’ , sara’ convocato , chi lo spiega a quelli che verranno fatti fuori che il motivo e’ il merito tecnico e non la necessita’ di binaghi di far vedere che ha saputo rimediare , in parte,ai gravissimi danni da binaghi stesso prodotti alla squadra?<br />
E infine , tornando alle scelte di Simone , mi si chiede da piu’ parti un commento alla scelta di Riccardo Piatti come nuovo coach. La trovo una scelta ottima.<br />
Innanzitutto perche’ nella ” squadra di Piatti ” c’è un campione assoluto come Ivan Lijbicic che potra’ consigliare alla grande Simone su tanti aspetti del tennis da ” top ten ” dove Simone e’ predestinato ad essere appena guarisce del tutto . Ho gia’ applicato io con Simone due anni fa questo metodo di far ” trascinare verso l’alto” attraverso l’esempio giornaliero,un giovane da un campione gia’ affermato con ‘aiuto preziosissimo di Davide Sanguinetti, e questo metodo l’ho imparato ai miei tempi proprio da Riccardo Piatti. Poi sono contento perche’ comunque Simone si allenera’ , almeno cosi’ ho letto , a Montecarlo , cosi’ respirera’ un ambiente internazionale d ampio respiro e non sara’ soffocato dalla mentalita’ da circolo dilettantistico che e’ l’unica che la fit conosce visto che e’ da li’ che arrivano quasi tutti i dirigenti del consiglio federale. Inoltre , non ultima ,come ragione che mi fa apprezzare Riccardo, la chiarezza con cui ha dato le dimissioni dal settore tecnico della fit, circa un annetto fa, chiarezza con cui spiegava che la fit da’ la priorita’ alla parte manageriale e non alla parte tecnica e quindi , sempre messo in minoranza , e’ stato costretto ad andarsene perche’ cosi’ non poteva lavorare. Parole di una semplicita’, ma anche di una gravita’ , assoluta che i , soliti , giornalisti superficiali ,( inutile aggiungerci gli imponenti organi di stampa della fit stessa , canale televisivo, rivista fit e sito fit, pagati coi soldi di tutti ) hanno omesso di sottolinearne l’importanza sistematicamente all’epoca ,e quindi di nuovo DISINFORMANDO e non INFORMANDO gli appassionati .<br />
Da quando cominciai il lavoro con Simone nel 2006 Riccardo mi ha sempre incoraggiato e dato preziosi consigli e apprezzato i progressi del mio lavoro. Quindi sono veramente contento che sia lui a ” finire il lavoro iniziato ” ed a portare Simone come minimo nei top ten . Ho gia’ prenotato i biglietti per il master di Londra 2010 .<br />
Quindi… non resta che andare a battere la Svizzera con Riccardo che sara’ un …capitano ombra visto che segue Fognini, Bolelli e ha una specie di ” supervisione ” su Seppi come Sartori mi conferma spesso. Barazzutti puo’ rendersi utile in altri modi… acqua, asciugamano.. Forza Italia, Forza Riccardo e , come sempre … Forza Bole !</p>
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		<title>bicchiere mezzo pieno</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Jun 2009 14:37:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>tommy</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[ 	Quattro anni di lavoro ( quasi ) tra un coach e un giocatore professionista sono  superiori alla media del circuito.
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			<content:encoded><![CDATA[<p> 	Quattro anni di lavoro ( quasi ) tra un coach e un giocatore professionista sono  superiori alla media del circuito.<br />
La fine del rapporto professionale tra  Simone Bolelli e il sottoscritto e&#8217; avvenuta in modo sportivo e , anche in un frangente triste come sempre quando qualcosa finisce , di grande amicizia e stima reciproca. E&#8217; molto importante finire bene i rappoti di lavoro e soprattutto quelli che sono stati confortati da grandi risultati. Voglio condividere con voi dei ricordi straordinari che hanno segnato questi ultimi 4 anni.<br />
Ricordo la finale di Bergamo nel 2006, la prima settimana in cui lavoravo ufficialmente con Simone. Da Wild card raggiunse la finale vincendo 75 al terzo un match contro Shalken , un campione olandese , in un match finito 75 al terzo alle 2 di notte. Oppure ricordo la vittoria a Biella , grosso torneo da 100mila dollari di montepremi, nel giorno della vittoria ai mondiali di calcio in Germania. Un giorno di una gioia immensa ! Mi riesce anche difficile scavare nella memoria per selezionare i momenti piu&#8217; belli visto che ce ne sono stati veramente tanti. Nel 2007 la vittoria su un campione della storia del tennis come Marat Safin a Barcellona ha dimostrato che Simone e&#8217; in possesso di quella giusta personalita&#8217; che non lo fa tremare davanti a situazioni che di solito intimoriscono un giovane tennista.Altro torneo vinto a Tunisi , dove , con l&#8217;aiuto del preparatore atletico Carlo Ragalzi , Simone vinse in condizioni difficilissime di vento e di partite in cui sembrava stesse andando tutto storto, battendo in finale un avversario espertissimo e smaliziato come il rumeno Pavel. Anche il torneo vinto a fine anno a Bratislava in cui Simone ando&#8217; solo con se stesso ( e anche quella fu una prova di grande personaita&#8217; ) un altro 100mila dollari dove stabili&#8217; un record difficilmente ripetibile: annullo&#8217; almeno un match point sia nei quarti di finale , sia in semifinale sia in finale ! Pazzesco !<br />
Il 2008 e&#8217; stato l&#8217;anno piu&#8217; bello , almeno fino a Wimbledon. Una vera e propria marcia trionfale durata 6 mesi. Ad una partenza cosi&#8217; cosi&#8217; in Australia dove comunque vinse la sua prima partita al quinto set contro l&#8217;americano Ram, vinse tantissime partite durissime e , alcune, passatre sotto silenzio. Ad esempio a Wroczlav , in Polonia , vinse con Kunitsin e Stakhovsky due match strepitosi che gli  diedero molta fiducia.Oppure prese letteralmente a pallate Cilic, croato oggi vicino ai top ten, a casa sua a Zagabria. Per non parlare , sempre in Croazia, del match vinto a sorpresa contro Karlovic , nunero 18 in quel momento , in uno dei match piu&#8217; belli mai giocati da un italiano in coppa Davis in trasferta.<br />
I tornei di Roma , Parigi e Wimbledon , passando per la finale dell&#8217;ATP di Munich , sono stati esaltanti e il prestigio regalato al tennis italiano e&#8217; stato universalmente riconosciuto.  Le vittorie su Simon a Roma, su Del Potro a Parigi e su Gonzalez a Wimbledon sono tre gioielli incastonati nella storia del nostro tennis , frutto del mio lavoro di coach , e Simone lo sa, che e&#8217; stato possibile solo grazie a enormi sacrifici personali sia miei che di Simone e grazie ad una passione infinita per il nostro sport. La stessa passione , ci mancherebbe , che adesso mi spingera&#8217; a nuove sfide aed a nuovi lavori ambiziosi in quello che sonsidero il piu&#8217; bello ssport del mondo . Il bicchiere e&#8217; di certo mezzo pieno e se Simone, come credo e gli auguro andra&#8217; in futuro tra i primi 3 al mondo , sara stato concluso il lavoro da noi iniziato nel 2006 e il bicchiere sara&#8217; da considerarsi pieno del tutto e anzi , se si vincera&#8217; uno slam, trabocchera&#8217; addirittura !!!!!</p>
<p>Claudio Pistolesi</p>
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		<title>Dado Sanguinetti</title>
		<link>http://www.pistolesitennisacademy.com/2009/06/09/dado-sanguinetti/</link>
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		<pubDate>Tue, 09 Jun 2009 14:09:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>tommy</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[ 	Pensieri e parole di Davide Sanguinetti, il più forte azzurro degli ultimi dieci anni. Tra opinioni, ricordi e qualche gustoso aneddoto riviviamo insieme a lui una carriera ricca di soddisfazioni. E che continuerà fuori dal campo.
Inutile negarlo: in un periodo nero, in cui sembrava che tutto andasse a rotoli, le emozioni più belle ce [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> 	<strong>Pensieri e parole di Davide Sanguinetti, il più forte azzurro degli ultimi dieci anni. Tra opinioni, ricordi e qualche gustoso aneddoto riviviamo insieme a lui una carriera ricca di soddisfazioni. E che continuerà fuori dal campo.</strong></p>
<p>Inutile negarlo: in un periodo nero, in cui sembrava che tutto andasse a rotoli, le emozioni più belle ce le ha regalate lui. Finale in Coppa Davis, un quarto a Wimbledon (unico italiano negli ultimi 30 anni), vittorie contro i più forti…Davide Sanguinetti è stato un grande, e a volte ci si domanda come mai non sia andato oltre la 42esima posizione, peraltro raggiunta a 33 anni suonati. Ma i numeri, il pallottoliere dei trofei, non bastano a raccontare ciò che lo spezzino ha regalato agli appassionati. E non solo perché è stato l’unico italiano di un certo livello tra la generazione di Gaudenzi e Furlan e quella di Volandri, Seppi, Starace e Bolelli. Una sconfitta contro Gianluca Naso al Futures di Caltanissetta ha messo fine alla sua carriera. Ma mica perché non aveva più voglia: basti pensare che nel corso dell’estate si è divertito a giocare alcune qualificazioni.<br />
Davide si è arreso ad un infortunio ad un ginocchio, altrimenti starebbe ancora lottando. Noi lo abbiamo incontrato in una calda sera d’estate, momento ideale per mettere ordine ai pensieri e fare il punto sulla sua vita nel tennis. Tra passato, presente e futuro. Perché Sanguinetti ha tutta l’intenzione di restare nell’ambiente.</p>
<p><strong>Allora Davide: 15 anni di professionismo, mica pochi. Che voto ci diamo? Hai qualche rimpianto?</strong><br />
“Penso di aver avuto una carriera più che felice. Se mi guardo indietro, tuttavia, cambierei qualcosa. All’inizio mi è mancata un po’ di organizzazione. In particolare mi sono reso conto dell’importanza di avere uno staff tutto mio. Se ora facessi il coach di un giovane eviterei questo errore. Rimpianti? Direi di no, anche se c’è la convinzione diffusa che il mio tennis avrebbe meritato qualcosa di più. Un voto? Ho sentito diverse campane, si va dal 6 al 9. Io non aggiungo niente, dico solo che secondo me è stata bella”.</p>
<p><strong>Quali sono state le cinque persone più importanti della tua carriera?</strong><br />
“Vediamo… in primis direi Claudio Pistolesi. Poi mia moglie Tathiana, il preparatore atletico Stefano Macioce e i miei genitori, che mi hanno iniziato al tennis. Inoltre devo ringraziare anche i miei fratelli, che mi hanno supportato privandosi di appoggi familiari. (Poi, a intervista conclusa, Davide ha l’illuminazione: “Ehi, nelle persone più importanti metti anche mia figlia Alice, mi raccomando!”. Richiesta esaudita, ndr)”.</p>
<p><strong>Il ricordo più bello?</strong><br />
“Guarda, mi tremano ancora le gambe se ripenso alla vittoria a Milano 2002. Per tanti motivi: per la qualità degli avversari (batté Ferrero, n. 3, El Aynaouoi, n. 20, e in finale un certo Roger Federer…), per l’ambiente e perché mi regalò una grande popolarità. Mi chiamarono un mucchio di persone, e quella sera fui ospite a Controcampo”.</p>
<p><strong>Facciamo un gioco. Mettiamo sul tavolo cinque momenti importanti della tua carriera, e tu racconti un ricordo, un’emozione, un aneddoto legato a quel periodo. Partiamo dai due match giocati contro Edberg a Nizza 1994 e Indian Wells 1995. Sono quelli che ti hanno fatto capire le tue potenzialità?</strong><br />
“In realtà questa consapevolezza arrivò ancora prima, quando ero al college. In quel periodo mi capitava di fare da sparring ai giocatori più forti, e tenevo senza problemi il loro ritmo. Pensa: un anno giocai una partita di allenamento a Tampa contro Jim Courier (allora numero 1) e vinsi 63 64. Un mese dopo Jim vinse il Roland Garros. Ok, era solo un allenamento, però…”</p>
<p><strong>Il 1997, anno in cui sei andato fortissimo a livello challenger e sei entrato tra i top-100.</strong><br />
“Vero, quell’anno fui molto costante. Ricordo in particolare la vittoria al challenger di Oberstaufen, in finale contro Andrea Gaudenzi. Perdevo 64 54 e 40-0. Annullai un matchpoint con una volèe in tuffo, poi mi riuscì la rimonta”.</p>
<p><strong>Il 1998, l’anno che tutti ricordano: Quarti a Wimbledon e finale in Coppa Davis. Quale dei due exploit ricordi con più piacere?</strong><br />
“Direi i quarti a Wimbledon, perché è stato un risultato tutto mio. Fu davvero una grande soddisfazione. Poi era la prima volta che giocavo sull’erba…”</p>
<p><strong>La mitica primavera del 2002, con le vittorie a Milano e Delray Beach.</strong><br />
“In quel periodo ero in forma smagliante. Ricordo che furono settimane durissime. Avevo cambiato tante cose in inverno, feci una grande preparazione e cedetti alle pressioni di Pistolesi, che mi vedeva più competitivo sul veloce. E aveva ragione. Guarda, fu un periodo quasi irripetibile: oltre ai due tornei ATP vinsi il ricco challenger di Wroclaw, feci semifinale a Copenhagen e giocai grandi match contro Roddick e Todd Martin. Al termine di quel tour de force mollai una partita in un challenger, perché davvero non ne avevo più”.</p>
<p><strong>L’ultimo grande exploit: l’ottavo di finale allo Us Open 2005, con il mitico match contro Srichaphan….</strong><br />
“…E al secondo turno avevo battuto Moya giocando da Dio, non gli avevo fatto vedere palla! L’episodio più bello, tuttavia, avvenne fuori dal campo. Dopo la partita con Srichaphan (4 ore e 21 minuti), tra doccia e antidoping uscimmo dall’impianto molto tardi. In quei giorni andavamo sempre ad un ristorante giapponese, ma quella sera era chiuso. Il tassista ci propose un ristorante italiano, e noi accettammo di buon grado. Appena sono entrato … si sono alzati tutti in piedi per applaudirmi e stringermi la mano. E’ stata una scena da film, Pistolesi e mia moglie avevano le lacrime agli occhi”.<br />
Il giocatore più forte con cui hai giocato? E quello più forte che hai battuto?<br />
“Guarda, per fortuna posso dire di averli battuti praticamente tutti: Federer, Kafelnikov, Moya, Ferrero, Nalbandian, Rios…Gli unici che non ho battuto sono stati Agassi e Sampras, ma ci sono andato molto vicino: contro Agassi, ad Indianapolis, ero avanti 4-0 al terzo. Contro Sampras, invece, ho avuto un matchpoint ad Atlanta. Per rispondere alla domanda, direi Federer. E’ il più completo di tutti”.</p>
<p><strong>Ti è stato possibile instaurare delle amicizie? Se si, con quali giocatori?</strong><br />
“E’ molto difficile fare amicizie. Sono rimasto in buoni rapporti con Dinu Pescariu, ci sentiamo ogni tanto al telefono. Adesso fa il miliardario in Romania…Che mi stavano sulle palle?  Tanti…(ride)”.</p>
<p><strong>Sei appena uscito dal circuito, quindi hai vissuto in prima persona due piaghe come doping e scommesse. Hai qualcosa da dire in merito?</strong><br />
“In merito alle scommesse, mi ha dato fastidio che abbiano punito solo gli italiani. Penso che il doping sia molto peggio. Credo e spero che il tennis sia uno sport pulito, ma il doping esiste. Tuttavia è giusto valutare caso per caso e non generalizzare. Ad ogni modo, nel momento in cui viene accertata una positività, sarei per squalifiche pesanti o per la radiazione. Io sono stato controllato moltissime volte, circa 9-12 all’anno. Sono venuti a controllarmi anche a casa mia. Mi domando se sia così per tutti…”</p>
<p><strong>Progetti per il futuro? Come è nata la collaborazione con Spadea?</strong><br />
“Con Vince è una scommessa. Secondo me ha un grande talento, ed è integro fisicamente. La collaborazione è nata tramite Pistolesi: Spadea era rimasto senza coach, e aveva chiesto a Claudio se c’era qualcuno disponibile. Ha chiamato me ed io ho accettato, anche perché mi prudevano le mani a stare fermo. Il futuro? Di sicuro resterò nell’ambiente, vedremo in che modo”.</p>
<p><strong>Chi sarà il numero 1 del mondo a fine 2009?</strong><br />
“Bella scommessa. Penso che sarà ancora l’anno di Federer. Adesso che non è più numero 1 sarà rilassato, e potrà fare bene. Di certo soffre Nadal, anche perché lo affronta in modo sbagliato. Secondo me lo supererà nel 2010”.</p>
<p><strong>Esperienza al college: come l’hai vissuta? La consiglieresti ad un giovane?</strong><br />
“Io ho fatto questa vita e la rifarei, anche perché all’epoca non pensavo di fare il professionista. Oggi come oggi sono sempre meno i tennisti che emergono dal college. Il punto è che non ti costruiscono fisicamente. Lavorano tanto sul piano mentale, ma senza fisico…”</p>
<p><strong>LA SCHEDA</strong><br />
Davide Sanguinetti è nato a Viareggio il 25 agosto 1972, ma è spezzino di adozione. In carriera ha vinto due tornei Atp nel 2002: a Milano (battendo in finale Federer) e Delray Beach. Vanta un best ranking alla posizione numero 42, toccato il 31 ottobre 2005. Ha guadagnato in carriera quasi tre milioni di dollari in soli premi. E’ arrivato al tennis professionistico in ritardo, poiché nei primi anni ‘90 ha vissuto e studiato economia nei collage USA, dove ha raggiunto ottimi risultati tennistici nel circuito dei tornei NCAA; su tutti spicca la semifinale nel ’93 ai campionati nazionali universitari. La sua carriera è stata ricca di alti a bassi, a causa di vari problemi fisici. Dotato di un tennis elegante e di tocco, sostenuto da un bel servizio ed un rovescio bimane molto preciso, Davide ha entusiasmato il pubblico nazionale soprattutto nel 1998: storici i quarti di finale a Wimbledon (il primo dopo Panatta nel ’79), a cui aggiunse l’impresa in Coppa Davis, dove in semifinale riuscì a battere il top10 Todd Martin in trasferta, portando l’Italia in finale contro la Svezia.</p>
<p><strong>LE PRINCE DI DAVIDE</strong><br />
Davide Sanguinetti ha raggiunto i suoi migliori risultati in carriera armeggiando con classe la mitica Prince Graphite Classic, lo storico oversize di casa Prince, usato in passato anche da Gabriela Sabatini, Andre Agassi, Michael Chang, Juan Carlos Ferrero; telaio così buono che ancora si trova in vendita dopo molti lustri di onorato servizio. E’ una racchetta versatile, visti i differenti stili di<br />
gioco dei vari campioni che l’hanno usata. Eccezionale per le rotazioni, ma buona in genere per il controllo che assicura in tutte le situazioni di gioco. Nella fase conclusiva della carriera Sanguinetti è poi passato alla Prince Ozone Tour, attrezzo più moderno ma sempre consistente, che spicca per controllo e feeling solido all’impatto. Entrambi i telai sono bilanciati al manico, presentano un reticolo d’incordatura aperto che facilita lo spin, grazie anche alla tecnologia O Port che la rendono estremamente maneggevole.</p>
<p><em>(per gentile concessione della testata &#8220;0-15 Tennis Magazine&#8221; - Edizioni Sportorum)</em></p>
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		<title>Facciamoci sentire</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Feb 2009 16:43:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>tommy</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[news]]></category>

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		<description><![CDATA[ 	Scrivere per la prima volta da socio onorario del tennis Capri sul sito mi riempie di orgoglio e ringrazio ancora il Presidente Roberto Russo.
Mi trovo in giro per tornei con Simone Bolelli, altro socio onorario del tennis Capri ( e contentissimo di esserlo) che ha cominciato molto bene il 2009 con ottime prestazioni in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> 	Scrivere per la prima volta da socio onorario del tennis Capri sul sito mi riempie di orgoglio e ringrazio ancora il Presidente Roberto Russo.</p>
<p>Mi trovo in giro per tornei con Simone Bolelli, altro socio onorario del tennis Capri ( e contentissimo di esserlo) che ha cominciato molto bene il 2009 con ottime prestazioni in Nazionale a Perth ( si avete capito bene , in Nazionale ) e con la vittoria su un Potito Starace che non aveva mai battuto prima .</p>
<p>A Perth, dove la ITF ( l&#8217;istituzione piu&#8217; alta del tennis mondiale ) organizza la Hopman cup da diversi anni e ,pur non avendo la stessa tradizione della Davis, ha lo stesso peso di incontri tra Nazionali con tanto di inni nazionali e bandiere in bella mostra.</p>
<p>Inoltre i quarti di finale in doppio all&#8217;Australian open hanno consacrato questa trasferta Australiana per noi come un ottimo inizio del 2009.</p>
<p>Recentissima e&#8217; anche una gran partita di Simone contro Rafa Nadal in cui Simone ha sfiorato la vittoria e non solo &#8221; ha strappato un set a Nadal &#8221; come il sito della fit , come sua abitudine, ha scritto per diminuire il valore della prestazione di Bolelli. La fit e&#8217; in enorme difficolta&#8217; quando deve parlare di noi.</p>
<p>Infatti non puo&#8217; non saltare agli occhi il contrasto di questi risultati con quella che e&#8217; stata la piu&#8217; vergognosa , infondata ed autolesionista conferenza stampa fit tenuta il 22 settembre del 2008 da binaghi al circolo canottieri Roma. In quell&#8217;occasione binaghi squalifico&#8217; di fatto Simone Bolelli &#8221; a tempo indeterminato dalla Davis piu&#8217; aggiunse tutta una serie di commenti denigratori ed offensivi nei confronti di Simone, con un evidente danno permanente al tennis italiano, danno del quale binaghi deve rispondere .</p>
<p>Amo il tennis Italiano nel quale sono nato e cresciuto e al quale ho dato praticamente tutta la mia vita con risultati che hanno lasciato il segno sia da gioatore ma soprattutto da allenatore.</p>
<p>Ho il diritto di denunciare una situazione gravissima, stagnante di basso profilo nei rapporti umani , che umilia e penalizza il movimento del mio sport in Italia e la responsabilita&#8217; e&#8217; tutta di chi governa il tennis e che e&#8217; sotto la presidenza da dieci anni circa di binaghi . Alziamo la testa e apriamo gli occhi !!</p>
<p>E&#8217; mio particolare privilegio denunciare questa situazione sul sito di un circolo il cui Presidente Roberto Russo non ha paura di dire le cose come stanno veramente e, a sua volta, non ha paura di denunciare alle piu&#8217; alte autorita&#8217; politiche e sportive questo degrado del nostro sport per responsabilita&#8217; di binaghi e del suo consiglio. I problemi nascono tutti da li&#8217; e dalla mancanza dell&#8217;ingrediente principale : una federazione che dia la priorita&#8217; alla crescita tecnica dei giocatori.</p>
<p>Ho ricordato quel fatto vergognoso , cui ne sono seguiti altri, perche&#8217; ho seguito la giustificatissima denuncia del Tennis Capri dei provvedimenti limitativi, anche quelli ingiustificati ed autolesionisti ( nel senso che causano dei danni permanenti a tutto il movimento tennistico nazionale ) contro i nostri tennisti.</p>
<p>Voglio esprimere tutta la mia solidariea&#8217; a quei presidenti che , per fortuna del tennis italiano, sono appassionati e investono nel nostro sport dando uno strumento fondamentale di auto finanziamento ai nostri ragazzi che sognano di competere a livello mondiale , e spesso ci riescono.</p>
<p>Le spese di un attivita&#8217; professionistica sono enormi ma qusto binaghi e tutti i consiglieri ( ce ne sono diversi ) che hanno provato a fare i professionisti ma hanno fallito , non lo possono sapere. La storiella per cui togliere visibilita&#8217; alle squadre di serie A 1 per dirottare gli investimenti sui vivai e&#8217; una doppia fesseria. Infatti , in primis , gli sponsor che investono lo fanno perche&#8217; sanno di affidare la loro immagine a Starace Volandri Seppi Bolelli etc. e non investirebbero di certo le stesse cifre per le scuole tennis e poi la crescita dei giovani da portare al professionismo spetterebbe per statuto ad un settore tecnico di comprovato spessore tecnico , con centri tecnici federali che possano coprire il territorio italiano come si deve. Il problema e&#8217; che da dieci anni almeno questo settore tecnico non esiste, il centro di Tirrenia ha fallito pesantemente il suo compito , il supporto ai professionisti con i soldi del coni e&#8217; stato dato sotto forma anche d i fettuccine al salmone e spaghetti alle vongole in ristoranti di lusso nei tornei importanti; insomma per il tennis giocato, binaghi non ne ha azzeccata una neanche per sbaglio. del resto l&#8217;errore sta a monte . Che ne sa binaghi , poverino, del tennis professionistico? Il fatto grave e&#8217; che pensa di saperlo e da direttive a chi , nella fit , saprebbe invece come muoversi per far crescere bene i ragazzi e non per far crescere l&#8217;immagine della fit. Questa e&#8217; la priorita&#8217; di binaghi : far crescere l&#8217;immagine sua e del suo periodo di governo. Il problema e&#8217; che al tennis italiano dell&#8217; immagine di binaghi nun glie ne po&#8217; frega de meno. Binaghi aveva detto nel 2000 che sarebbe al massimo rimasto per 2 mandati , affermazione puntualmente smentita e quindi ora ci ritroviamo un &#8221; trinaghi &#8221; che forse , se va avanti cosi&#8217; , diventera&#8217; un &#8221; quadrinaghi &#8221; cioe&#8217; si candidera&#8217; per un quarto mandato, a meno che non capisca che , prendendo atto della sua inadeguatezza, non dia le dimissioni prima. Gliene saremmo tutti grati. I milioni di euro di soldi pubblici , quelli si che potrebbero servire per un settore tecnico allo sbando totale, spesi per un &#8220;canale televisivo della fit &#8221; ( non del tennis ma della fit , sono due cose diverse ) dove si fanno i talk show parlando di Bolelli e me senza contraddittorio e dove e &#8216; tutto un auto elogio di binaghi e della fit sono un offesa alo spirito di far migliorare i ragazzi e ragazze che vogliono praticare il tennis ad alto livello . Ragazzi e ragazze che , oggi come oggi , se vogliono vedere una finale del passato o un torneo internazionale , tra i siti dedicati, la piattaforma sky e i dvd, facilmente reperibili, possono vedere qualunque cosa . Questo canale televisivo e&#8217; inutile , e riporta sulle spalle dei circoli e dei tesserati , sotto forma di tasse per giocare a tennis, un peso che serve principalmente per propagandare binaghi e il suo ( pessimo ) operato. Del discorso su Simone Bolelli , da me allenato e sulle offese di binaghi, si parlerà nelle sedi competenti. Bolelli è un campione che da prestigio al nostro tennis italiano in tutto il mondo. Meglio non parlare della vergognosa squalifica di Simone, senza precedenti,  dalla coppa Davis e dalla serie A. Poi sul sito della fit, parlano del grande doppio a Melbourne di Bolelli e Seppi, definita &#8220;la coppia azzurra&#8221;.    Hanno la faccia come &#8230; un altra cosa&#8230;</p>
<p>Chi ha capito la situazione gravissima in cui ci troviamo e NON HA PAURA , ma poi paura de che ? de binaghi ? stia in contatto , scriva , si incontri per creare un movimento di opinione e denunciare continuamente e in modo documentato questo metodo autoritario dell&#8217;attuale consiglio che impedisce uno sviluppo sportivo e sereno del nostro sport. Ora basta . la mia mail e&#8217; cpistolesi@hotmail.com .Facciamoci sentire !!!!</p>
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		<title>Riflessioni da Perth</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Jan 2009 14:44:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>tommy</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Articolo del mese]]></category>

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		<description><![CDATA[ 	Mi e&#8217; stato chiesto un commento a questo inizio di stagione del mio allievo Simone Bolelli che e&#8217; iniziato oggi col primo match ufficiale del 2009. E&#8217; stato bello iniziare difendendo i colori dell&#8217;Italia in Nazionale . Sia Simone che io teniamo particolarmente alla maglia azzurra e l&#8217;invito che ci e&#8217; giunto dagli organizzatori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> 	Mi e&#8217; stato chiesto un commento a questo inizio di stagione del mio allievo Simone Bolelli che e&#8217; iniziato oggi col primo match ufficiale del 2009. E&#8217; stato bello iniziare difendendo i colori dell&#8217;Italia in Nazionale . Sia Simone che io teniamo particolarmente alla maglia azzurra e l&#8217;invito che ci e&#8217; giunto dagli organizzatori della Hopman cup , per conto della ITF, proprietaria della manifestazione , ci ha fatto molto piacere. Parlavo col direttore del torneo Paul Mc Namee che mi spiegava come i match della Hopman cup siano assolutamente ufficiali per la ITF ed entrano nel computo dei &#8221; records &#8221; dei match vinti-persi nella carriera di un tennista, esattamente come succede per la coppa Davis o la Fed cup. Da cio&#8217; deriva che quei pochi disinformati che continuano a chiamarla &#8221; esibizione &#8221; purtroppo per loro dimostrano di avere una cultura tennistica inesistente nel campo del tennis professionistico.<br />
Nessuna istituzione al mondo e&#8217; piu&#8217; autorevole della ITF nel tennis e , l&#8217;invito  a giocare la Hopman cup ha un significato forte per tanti motivi.<br />
La ITF ha praticamente riconosciuto ( anche se non ce ne era nessun bisogno ) che Simone e&#8217; assolutamente integro e moralmente ineccepibile per giocare qualunque competizione di cui e&#8217; titolare la ITF stessa. Per qualcuno che si e&#8217;dichiarato nemico di Simone e&#8217; uno schiaffo morale enorme .<br />
Flavia Pennetta e&#8217; una straordinaria compagna di squadra e nella cerimonia ufficiale di apertura e&#8217; stato bellissimo vedere Simone e Flavia portare la Bandiera italiana nella sfilata delle squadre .<br />
Oggi Simo ha perso 76 64 contro un grande Safin, calmo e concentrato che serviva come un treno. Si vedeva bene che il russo era molto ispirato anche perche&#8217; la sconfitta contro Simone di due anni fa a Barcellona non l&#8217;aveva presa tanto bene e infatti lo ha detto anche nell&#8217;intervista post partita. Simo con Flavia ha vinto un bel doppio misto  che alla fine potrebbe contare molto. Gli italo -australiani presenti hanno fatto il tifo e preparato striscioni e si dicono orgogliosi di vedere un giovane bravo come Simone che li rappresenti .<br />
Quale che sia il risultato finale di questa Hopman cup ,anche perche&#8217; nessuno tra i giocatori dopo due mesi senza tornei potra&#8217; essere veramente pronto , un inizio di stagione per Simone significativo e motivante.</p>
<p>Claudio Pistolesi</p>
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